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​Schio, Bus Bar: servizio assente e controlli deboli. Interrogazione di Cioni (FdI) dopo segnalazioni e sopralluoghi

N elle ultime settimane sono emerse diverse criticità nella gestione del “Bus Bar” presso la stazione delle corriere di Schio in Piazzale Divisione Acqui, oggetto nel 2025 di una procedura pubblica per l’assegnazione in concessione dei locali, comprensiva anche del servizio di biglietteria per il trasporto pubblico locale e extraurbano di SVT. A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini e utenti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha effettuato un primo sopralluogo, riscontrando che il locale risultava aperto per modo di dire data la trascuratezza del locale e con l’esposizione di un avviso scritto a penna che segnalava la sospensione della vendita dei biglietti. Una circostanza che ha portato al deposito di un’interrogazione a risposta scritta al sindaco per chiarire lo stato del servizio e le eventuali responsabilità. Nella risposta trasmessa dagli uffici comunali, si evidenzia come l’Amministrazione non fosse a conoscenza delle motivazioni della sospensione ...

Il lavoro non è una merce

GIOVANE ITALIA, LE LIBERALIZZAZIONI NON SIANO UN DOGMA. SOLIDARIETA' AI LAVORATORI DEL COMMERCIO

Le liberalizzazioni devono essere uno strumento per migliorare il funzionamento del sistema ma non devono essere un dogma.

Ben vengano se servono ad esempio per migliorare l’efficienza dei servizi pubblici locali a minor costo per la collettività, se servono per mettere in discussione la gerontocrazia e l’elitarismo di alcuni settori professionali, per creare più concorrenza e competitività nel lavoro e per aiutare i consumatori. Le liberalizzazioni devono essere sintonizzate con questi indirizzi ma di esse non si può e non si deve fare un uso indiscriminato e sregolato.
Nel settore della grande distribuzione e del commercio, in riferimento all’apertura domenicale degli esercizi prevista dal decreto Monti, si è creato solamente malcontento tra i lavoratori e non si sono certamente evidenziati incrementi dei consumi anche perché la gente, in tempo di crisi, bada bene alle proprie spese.
Più condivisibile era senz’altro la legge regionale che prevedeva solamente l’apertura di sedici domeniche più quattro e che il decreto Monti ha spazzato via.
L’apertura indiscriminata crea grosse difficoltà ai lavoratori e alle lavoratrici, specialmente mamme, che lavorando sette giorni su sette devono rinunciare alla loro vita famigliare e sociale in senso più ampio. Chi tiene i loro figli alla domenica?
Del resto anche i gestori degli esercizi commerciali si trovano in difficoltà perché a fronte della crisi non riescono ad assumere nuovo personale per garantire i turni di lavoro e, di fatto, non vedono aumentare i fatturati perché anche se tengono aperti i propri esercizi sette giorni su sette la gente, che non arriva a fine mese, non compra.
A questi lavoratori va quindi tutta la nostra solidarietà e ci auguriamo che l’esecutivo in carica possa fare marcia indietro per dare ascolto alle loro esigenze di persone, di madri e di padri, prima ancora che di lavoratori. Non si può ridurre tutto a variabili numeriche ed economiche. La dignità della persona e del lavoratore va salvaguardata senza se e senza ma. Ma andiamolo a spiegare a dei tecnocrati…

Alessandro Benigno
Presidente provinciale
Giovane Italia Vicenza

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