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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

Lettera pubblicata da L'Informatore di Schio (gennaio)



 - Lettera aperta agli amici del Popolo della Libertà di Schio -
LA POLITICA NON VA IN PENSIONE, AVANTI CON L'APERTURA DELLA FASE DI CONFRONTO INTERNA AL PARTITO

Oramai sono passati un pò di giorni dalle dimissioni di Silvio Berlusconi e dalla fiducia del parlamento al nuovo governo tecnocratico a guida Mario Monti. 
Nel frattempo l'Italia continua a subire gli attacchi delle cosiddette "elite" cosmopolite economico-finanziarie a dimostrazione che la strategia adottata è di ampio respiro e mira a colpire non solo l’Italia fin dal profondo delle sue fondamenta ma anche l'euro. 
Del resto un tempo si usavano i cannoni e le dichiarazioni di guerra, oggi si usano le agenzie di rating o lo spread per condizionare la politica di una nazione costringendola ad abdicare a se stessa per agevolare soluzioni eterodirette dalle lobby finanziarie.
Nel mezzo di questi sommovimenti il Popolo della libertà ha chiuso la propria campagna di tesseramento raggiungendo il traguardo del milione e duecentomila iscrizioni circa. Roba da capogiro se consideriamo la tradizione dei partiti del centro-destra italiano.
Va da sé, che il tesseramento ha raggiunto numeri impensabili, anche perché propedeutico all'avvio dei congressi provinciali e comunali, così come confermato dal segretario nazionale Angelino Alfano. 
Il Popolo della libertà quindi non si ferma. 
Solitamente siamo abituati ai numeri del governo e del Parlamento, ma se l’esecutivo non c’è, non significa che la politica vada in soffitta. Tutt’altro. Esiste una politica che si declina sul territorio, nel governo delle città, delle province, delle regioni. 

Nel territorio, infatti, ci sono istanze e richieste, si fa movimento. Ragion per cui nonostante la fragilità e la drammaticità del momento cui l'Italia è sottoposta dai mercati finanziari e da una sinistra irresponsabile che si è offerta come sponda per gli ambienti della peggiore finanza internazionale, la speranza dei militanti ed iscritti è facilmente intuibile: la calendarizzazione dei congressi per avviare finalmente un salutare confronto interno utile.
Sia chiaro! non abbiamo motivo di dubitare, perché ad Angelino Alfano va dato atto di aver espresso in più occasioni di voler mantenere fede agli impegni presi con la base, richiamando allo stesso tempo tutta la nostra area politica ad una maggiore concretezza e al senso di appartenenza.
La nostra comunità politica ha sempre considerato determinate entrare in questa nuova stagione, tant'è che in tempi non sospetti abbiamo espresso pubblicamente questa linea di pensiero al fine di proporre un confronto sereno e di partecipazione democratica all'interno del partito. Buoni propositi che però non hanno trovato la disponibilità di tutti, almeno tra gli eletti, verosimilmente perché troppo occupati a districarsi dalle faticose quanto impellenti attività del consiglio comunale.
Invece, un numero importante di cittadini non hanno voltato le spalle al partito, manifestando la propria disponibilità a portare il proprio fattivo contributo di idee. 
Lo diciamo con assoluta chiarezza da tempo: il partito che vogliamo erigere non sarà (solo) il partito degli eletti o delle burocrazie che ad esse fanno riferimento, ma punteremo ad una riorganizzazione strutturale meritocratica che permetta al Popolo della libertà di elevarsi organicamente nel territorio allo scopo di divenire un’autentica e reale forza popolare, aperta ai migliori dinamismi della società, sempre in movimento verso il proprio popolo.
Ecco, è questo il partito in cui crediamo e che vogliamo realizzare, ossia il luogo ideale dove le persone sono veramente al centro di ogni ragionamento, dove le donne e gli uomini che si riconoscono in comuni valori, anche se provenienti da esperienze politiche diverse, si confrontano liberamente per trovare le migliori proposte a beneficio della propria comunità territoriale. 
Un partito, insomma, che sia finalmente inclusivo e non ad esclusivo beneficio di pochi individui che l'hanno svilito trasformandolo in un privato "comitato d'affari" e relegandolo su posizioni tipicamente autoreferenziali.
Il Popolo della libertà è nato per essere un grande partito, ora tocca a noi tutti contribuire per farlo diventare veramente grande anche nella sostanza. 
 
Alex Cioni
coordinatore vicario Popolo della libertà di Schio

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