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​Schio, Bus Bar: servizio assente e controlli deboli. Interrogazione di Cioni (FdI) dopo segnalazioni e sopralluoghi

N elle ultime settimane sono emerse diverse criticità nella gestione del “Bus Bar” presso la stazione delle corriere di Schio in Piazzale Divisione Acqui, oggetto nel 2025 di una procedura pubblica per l’assegnazione in concessione dei locali, comprensiva anche del servizio di biglietteria per il trasporto pubblico locale e extraurbano di SVT. A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini e utenti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha effettuato un primo sopralluogo, riscontrando che il locale risultava aperto per modo di dire data la trascuratezza del locale e con l’esposizione di un avviso scritto a penna che segnalava la sospensione della vendita dei biglietti. Una circostanza che ha portato al deposito di un’interrogazione a risposta scritta al sindaco per chiarire lo stato del servizio e le eventuali responsabilità. Nella risposta trasmessa dagli uffici comunali, si evidenzia come l’Amministrazione non fosse a conoscenza delle motivazioni della sospensione ...

Basta con le agenzie di rating

NON VOTANO I POPOLI MA IL RATING

Per la cronaca, le agenzie di rating non sono autorità istituzionali ma soggetti privati. Negli Usa le chiamano “le tre sorelle”, richiamando le “sette sorelle” che avevano il monopolio del petrolio. Si tratta di Fitch, Moody’s e Standard&Poor e il loro monopolio frutta molto di più di quello dell’oro nero. Chi garantisce, però, non dovrebbe essere parte in causa. Invece le agenzie partecipano al gioco delle borse. Negli Usa sono sotto pocesso per corruzione in connessione al crack della Lehman Brothers. L’ovvia caratteristica dei mercati azionari che sembra sfuggire ai più è che essi devono “fluttuare”, altrimenti non si può speculare. Quindi c’è anche chi li fa muovere artificiosamente. Da quando anche i titoli di Stato e i debiti sovrani hanno bisogno del certificato di rating, nessuno Stato ha più la sovranità economica. Moody’s può mandare a picco un’economia nazionale per un semplice capriccio. I “mercati” deificati dai media nella fase “anti-Silvio”, non hanno simpatie politiche, mirano solo al profitto. Hanno umori instabili, condizionati da previsioni spesso meno attendibili degli oroscopi. Va da sé che, se le nazioni vengono ridotte allo status di “pagatori” e la loro affidbilità come tali viene valutata da attori dei mercati finanziari, la sovranità è irrimediabilmente compromessa. Per ristabilire il potere dei popoli sulle proprie economie, ci vorrebbe la politica. Ma gli italiani hanno già deciso che è una perdita di tempo. 


Marcello De Angelis
direttore de Il Secolo d'Italia
www.secoloditalia.it

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