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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Basta con le agenzie di rating

NON VOTANO I POPOLI MA IL RATING

Per la cronaca, le agenzie di rating non sono autorità istituzionali ma soggetti privati. Negli Usa le chiamano “le tre sorelle”, richiamando le “sette sorelle” che avevano il monopolio del petrolio. Si tratta di Fitch, Moody’s e Standard&Poor e il loro monopolio frutta molto di più di quello dell’oro nero. Chi garantisce, però, non dovrebbe essere parte in causa. Invece le agenzie partecipano al gioco delle borse. Negli Usa sono sotto pocesso per corruzione in connessione al crack della Lehman Brothers. L’ovvia caratteristica dei mercati azionari che sembra sfuggire ai più è che essi devono “fluttuare”, altrimenti non si può speculare. Quindi c’è anche chi li fa muovere artificiosamente. Da quando anche i titoli di Stato e i debiti sovrani hanno bisogno del certificato di rating, nessuno Stato ha più la sovranità economica. Moody’s può mandare a picco un’economia nazionale per un semplice capriccio. I “mercati” deificati dai media nella fase “anti-Silvio”, non hanno simpatie politiche, mirano solo al profitto. Hanno umori instabili, condizionati da previsioni spesso meno attendibili degli oroscopi. Va da sé che, se le nazioni vengono ridotte allo status di “pagatori” e la loro affidbilità come tali viene valutata da attori dei mercati finanziari, la sovranità è irrimediabilmente compromessa. Per ristabilire il potere dei popoli sulle proprie economie, ci vorrebbe la politica. Ma gli italiani hanno già deciso che è una perdita di tempo. 


Marcello De Angelis
direttore de Il Secolo d'Italia
www.secoloditalia.it

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