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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

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L'impotenza regna sovrana

ANALISI: UN'ALTRA BUFERA SULL'EURO E LA RIPRESA APPARE ANCORA LONTANA
Anche al peggio ci si abitua, ma è con profonda apprensione che stavolta assistiamo all’ennesima crisi dell’euro e dell’Europa, ai 190 miliardi perduti in un giorno solo nelle Borse valori del vecchio continente, alla devastante chiusura del mercato di Milano, allo "spread" tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi che punta pericolosamente alla quota 450. 
Un senso di impotenza avvolge i ministri della zona dell’euro riuniti per il millesimo "meeting" a Bruxelles. 
È la stessa impotenza che pervade le famiglie e migliaia di piccoli e medi imprenditori tenuti all’asciutto dal sistema del credito e costretti a licenziare più che a investire e a creare così nuovi posti di lavoro.
È certo che la risalita dell’indice che registra il divario tra il nostro debito pubblico e quello di Berlino non possa essere imputata al Governo dei tecnici.
Ma è altrettanto vero che troppo presto il coro dei "media" ha incoronato quali nobili salvatori della patria i professori succeduti al precedente Governo. 
A questo invece e al presidente Berlusconi venivano addossate le colpe di una situazione internazionale in cui la speculazione può muovere a suo piacimento sui mercati una cifra pari a otto volte il prodotto interno lordo dei principali Paesi sviluppati. A torto allora fu individuato, per motivi squisitamente politici, il colpevole nel Governo di centrodestra. 
A torto adesso si è gridato al miracolo dei tecnici che non c’è stato e non ci poteva stare.
Il guaio delle ultime vicende, ultime per ora, di quest’anno nero come lo ha definito il Capo dello Stato, è che le continue vibrazioni dei mercati assieme alle preoccupazioni per le sorti della Grecia e quindi anche dell’euro, riducono gli spazi già ristretti e asfittici a disposizione della ripresa, della crescita, dello sviluppo. E intanto cresce nel Paese la tensione sociale, oltre al pericoloso discredito della politica, dei partiti, della democrazia.

Il Mattinale del 15 maggio 2012

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