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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

Le tasse stritolano le potenzialità di crescita

  
ANALISI: LA NOSTRA RICETTA CONTRO LA CRISI, MENO TASSE, MENO SPESE, MENO DEBITO
  

C’è un nuovo dato che conferma i gravi danni provocati dalla stretta al credito sulla generalità delle piccole e medie imprese italiane. La crescita media dei tassi d’interesse dal giugno 2011 alla fine di gennaio 2012 sta costando oltre 7 miliardi di euro a queste aziende, considerando che secondo la Cgia di Mestre, l’organismo specializzato in ricerche per conto degli artigiani e degli imprenditori, i tassi medi allo sportello sono passati dal 5,7 al 6,5 per cento. Di tutti questi 7 miliardi, 2 graveranno sulla Lombardia, quasi 900 milioni sul Veneto e 830 sul Lazio, alterando le modalità costi-ricavi e le condizioni in cui devono operare queste imprese. 
In sostanza, il costo del denaro continua ad aumentare mentre le banche italiane continuano ad erogare il credito ad aziende e famiglie sempre e soltanto con il contagocce. Intanto, i “danneggiati” imprenditori restano in attesa di 70 miliardi di euro arretrati dalla Pubblica amministrazione ma devono comunque anticipare il pagamento dell’Iva, che abbiano incassato o no, all’Erario. 
Da qui la proposta del Popolo della Libertà presentata dal segretario Angelino Alfano per compensare, in maniera automatica e nel segno dell’equità, tutti i debiti fiscali con tutti i crediti della stessa natura verso lo Stato. Meno tasse, meno spese, meno debito, è la ricetta del Popolo della Libertà in vista delle decisioni che il Governo dei tecnici comincerà a prendere nel Consiglio dei ministri
Ma l’equità contrasta con la constatazione che le bollette e le imposte, grazie alla valanga di aumenti innescata dal Governo dei tecnici, rischiano di gravare sull’80 per cento di un salario medio. Si è già detto che in tre anni gli italiani pagheranno oltre 87 miliardi di euro in più rispetto al recente passato. 
Ma pochi sanno che il fisco e i contributi previdenziali sommati insieme tagliano sempre più gli stipendi e i salari e penalizzano al contempo gli imprenditori: tanto che oggi un impiegato che si porta a casa una busta paga da 1.620 euro netti mensili, costa al suo datore di lavoro addirittura 3.050 euro. Finché non si inciderà su queste distorsioni, non si potrà mai ridare la necessaria competitività alle nostre aziende sui mercati internazionali.

da Il Mattinale

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