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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

La delocalizzazione impoverisce i lavoratori italiani

   
LA LANEROSSI DI PIOVENE ROCCHETTE DELOCALIZZA IN ROMANIA. I CONTI IN ROSSO LI PAGANO SEMPRE I LAVORATORI

  

L’annunciata chiusura della Lanerossi di Piovene Rocchette, rilevata qualche anno fa da una società partecipata dal gruppo Marzotto e dal Gruppo Verzoletto, non scuote solamente l’Alto vicentino. Nonostante già un anno fa alcune preoccupazioni si erano ventilate tra i lavoratori, i vertici aziendali avevano garantito che non ci sarebbero state conseguenze sul piano occupazionale. Invece quasi 130 dipendenti stanno per entrare nel tunnel dell’apertura del processo di mobilità.

<< Quando i numeri sono in rosso e i conti non tornano ci sono pochi discorsi da fare – spiega il coordinatore vicario del Pdl scledense e dirigente provinciale Alex Cioni. Però questo è l’ennesimo segnale di un sistema economico pieno di contraddizioni perché se un'azienda per sopravvivere è costretta a delocalizzare per contenere i costi, facendone pagare il prezzo salato ai lavoratori, cioè alle fasce sociali più esposte, soprattutto in questa fase tremenda di crisi per l’occupazione, è lampante che le fondamenta su cui si sono poggiate molte delle convinzioni economiche di questi ultimi anni sarebbero da ripensare >>.
<< Ci vorrebbe la volontà politica di lavorare prima di tutto per gli interessi nazionali – sottolinea Cioni -, mentre siamo costretti a subire logiche di interessi economico-finanziari transnazionali che non guardano al benessere dei popoli ma al mantenimento dei privilegi di pochi sulla pelle di molti>>.


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