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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

La delocalizzazione impoverisce i lavoratori italiani

   
LA LANEROSSI DI PIOVENE ROCCHETTE DELOCALIZZA IN ROMANIA. I CONTI IN ROSSO LI PAGANO SEMPRE I LAVORATORI

  

L’annunciata chiusura della Lanerossi di Piovene Rocchette, rilevata qualche anno fa da una società partecipata dal gruppo Marzotto e dal Gruppo Verzoletto, non scuote solamente l’Alto vicentino. Nonostante già un anno fa alcune preoccupazioni si erano ventilate tra i lavoratori, i vertici aziendali avevano garantito che non ci sarebbero state conseguenze sul piano occupazionale. Invece quasi 130 dipendenti stanno per entrare nel tunnel dell’apertura del processo di mobilità.

<< Quando i numeri sono in rosso e i conti non tornano ci sono pochi discorsi da fare – spiega il coordinatore vicario del Pdl scledense e dirigente provinciale Alex Cioni. Però questo è l’ennesimo segnale di un sistema economico pieno di contraddizioni perché se un'azienda per sopravvivere è costretta a delocalizzare per contenere i costi, facendone pagare il prezzo salato ai lavoratori, cioè alle fasce sociali più esposte, soprattutto in questa fase tremenda di crisi per l’occupazione, è lampante che le fondamenta su cui si sono poggiate molte delle convinzioni economiche di questi ultimi anni sarebbero da ripensare >>.
<< Ci vorrebbe la volontà politica di lavorare prima di tutto per gli interessi nazionali – sottolinea Cioni -, mentre siamo costretti a subire logiche di interessi economico-finanziari transnazionali che non guardano al benessere dei popoli ma al mantenimento dei privilegi di pochi sulla pelle di molti>>.


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