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​Schio, Bus Bar: servizio assente e controlli deboli. Interrogazione di Cioni (FdI) dopo segnalazioni e sopralluoghi

N elle ultime settimane sono emerse diverse criticità nella gestione del “Bus Bar” presso la stazione delle corriere di Schio in Piazzale Divisione Acqui, oggetto nel 2025 di una procedura pubblica per l’assegnazione in concessione dei locali, comprensiva anche del servizio di biglietteria per il trasporto pubblico locale e extraurbano di SVT. A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini e utenti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha effettuato un primo sopralluogo, riscontrando che il locale risultava aperto per modo di dire data la trascuratezza del locale e con l’esposizione di un avviso scritto a penna che segnalava la sospensione della vendita dei biglietti. Una circostanza che ha portato al deposito di un’interrogazione a risposta scritta al sindaco per chiarire lo stato del servizio e le eventuali responsabilità. Nella risposta trasmessa dagli uffici comunali, si evidenzia come l’Amministrazione non fosse a conoscenza delle motivazioni della sospensione ...
GOVERNO MONTI: QUELLA LUNA DI MIELE CALANTE
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Tutti gli istituti di sondaggio sono concordi: la luna di miele tra Mario Monti e l’opinione pubblica rischia di finire prematuramente. I consensi, che un mese fa superavano il 70%, sono scesi appena intorno al 50. I cittadini, che si dicevano disposti ad affrontare sacrifici, oggi per quasi l’80% temono per i loro risparmi. E quel che è peggio credono poco che le prime misure del governo tecnico servano a salvarli. 
Non si tratta quindi di pregiudizi politici, ma di giudizi pratici. I motivi. 

Monti avrebbe dovuto far riguadagnare all’Italia posizioni in sede europea, o come era di moda dire allora, la “credibilità”. Ebbene, lo spread è risalito intorno a 500 punti; i nostri titoli pubblici vengono collocati a interessi sempre più salati. Ad ogni asta si raggiunge un nuovo record, ed a palazzo Chigi c’è Monti, non Berlusconi.
Che cosa poi voglia fare l’Europa, al cui ultimo vertice dell’8 e 9 dicembre Mario Monti è stato descritto come protagonista, non si capisce. Unica cosa certa, un ulteriore slittamento a marzo. Nel frattempo Angela Merkel continua a bocciare ogni strumento per fornire liquidità ai mercati. 
Invece sappiamo come il tecno-governo si sta muovendo in casa nostra. Tasse, tasse, tasse. Secondo la Banca d’Italia la manovra nella prima versione era composta per due terzi da aggravi di imposte con un effetto recessivo di mezzo punto di Pil. Ora che sono spuntate altre gabelle – dai conti correnti alla benzina alle abitazioni legalmente possedute all’estero – è evidente che il conto si fa ancora più salato. 

Ma soprattutto ciò che sconcerta è che Monti è stato chiamato d’urgenza per attuare gli impegni presi con l’Europa. Purtroppo tra quanto fatto finora non c’è nulla di tutto ciò: mercato del lavoro, crescita, liberalizzazioni. Ma non erano degli ultimatum? 
Il Popolo della Libertà si è mostrato e si mostrerà responsabile verso il Paese e disponibile con Monti. Però chi può smentire che per distribuire tasse a pioggia non servivano bocconiani e banchieri, bastava qualche ragioniere?

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