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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...
GOVERNO MONTI: QUELLA LUNA DI MIELE CALANTE
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Tutti gli istituti di sondaggio sono concordi: la luna di miele tra Mario Monti e l’opinione pubblica rischia di finire prematuramente. I consensi, che un mese fa superavano il 70%, sono scesi appena intorno al 50. I cittadini, che si dicevano disposti ad affrontare sacrifici, oggi per quasi l’80% temono per i loro risparmi. E quel che è peggio credono poco che le prime misure del governo tecnico servano a salvarli. 
Non si tratta quindi di pregiudizi politici, ma di giudizi pratici. I motivi. 

Monti avrebbe dovuto far riguadagnare all’Italia posizioni in sede europea, o come era di moda dire allora, la “credibilità”. Ebbene, lo spread è risalito intorno a 500 punti; i nostri titoli pubblici vengono collocati a interessi sempre più salati. Ad ogni asta si raggiunge un nuovo record, ed a palazzo Chigi c’è Monti, non Berlusconi.
Che cosa poi voglia fare l’Europa, al cui ultimo vertice dell’8 e 9 dicembre Mario Monti è stato descritto come protagonista, non si capisce. Unica cosa certa, un ulteriore slittamento a marzo. Nel frattempo Angela Merkel continua a bocciare ogni strumento per fornire liquidità ai mercati. 
Invece sappiamo come il tecno-governo si sta muovendo in casa nostra. Tasse, tasse, tasse. Secondo la Banca d’Italia la manovra nella prima versione era composta per due terzi da aggravi di imposte con un effetto recessivo di mezzo punto di Pil. Ora che sono spuntate altre gabelle – dai conti correnti alla benzina alle abitazioni legalmente possedute all’estero – è evidente che il conto si fa ancora più salato. 

Ma soprattutto ciò che sconcerta è che Monti è stato chiamato d’urgenza per attuare gli impegni presi con l’Europa. Purtroppo tra quanto fatto finora non c’è nulla di tutto ciò: mercato del lavoro, crescita, liberalizzazioni. Ma non erano degli ultimatum? 
Il Popolo della Libertà si è mostrato e si mostrerà responsabile verso il Paese e disponibile con Monti. Però chi può smentire che per distribuire tasse a pioggia non servivano bocconiani e banchieri, bastava qualche ragioniere?

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