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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Articolo di Thieneonline.it

SCHIO. CIONI, NUOVO ATTACCO A GRUPPO CONSILIARE PDL: “TOLETTINI OBBLIGATO A COADIUVARSI CON ME, PARTITO SIA TRASPARENTE"

"Gruppo consiliare del Pdl di Schio all'ultima spiaggia". Alex Cioni, coordinatore vicario del partito e membro della direzione provinciale, descrive così gli "amici" Alberto Bressan, Stefano Ceola e Marco Tolettini, in prospettiva del congresso scledense, imputando loro la mancanza di pluralismo.

Da tempo, il gruppo consiliare, al centro di una polemica intestina al Pdl e alla coalizione con la Lega nord, rivendica il proprio diritto a rappresentare le istanze degli elettori e degli iscritti. Vuoi per il mandato ricevuto alle amministrative del 2009, vuoi per le cariche dirigenziali ricoperte dai suoi componenti. A partire da quella di Tolettini, responsabile politico a Schio. Ragionamenti che, secondo Cioni, hanno più di una falla. "Marco Toletini – obietta - è il coordinatore comunale del partito, obbligato però per statuto a coadiuvarsi sempre con il suo vice-vicario (il sottoscritto nella fattispecie). Come si evince tale regola non è stata rispettata, altrimenti non sarei mai uscito con delle note pubbliche per sottolineare un punto di vista diverso".

Il coordinatore vicario attacca l'intera impostazione del gruppo consiliare, imputandogli una linea fin troppo morbida nei confronti della maggioranza in Comune: "Coloro che oggi siedono sugli scranni del Consiglio comunale si ritengono presuntuosamente e pretestuosamente gli unici depositari della linea politica e del partito stesso, tanto da avere portato il Pdl in una posizione di subalternità alla maggioranza di centrosinistra. Noi non vogliamo un partito di soli eletti e vincolato alla logica delle burocrazie interne ad esse collegate, ma un partito plurale e inclusivo, trasparente nel suo operare come se fosse una campana di vetro, perciò composto da donne e da uomini impegnati nel contribuire alla vita del movimento partecipando attivamente e non da semplici spettatori al suo cammino".

"Il resto – conclude, rimandando alla base l'ardua sentenza- sono chiacchiere e parole in eccessiva libertà che denotano un nervosismo da ultima spiaggia. Noi abbiamo lavorato e lavoriamo per confrontarci proprio su questi temi al congresso del circolo cittadino: perciò siamo sereni e ottimisti perché saranno gli iscritti e la base a valutare scegliendo in assoluta libertà quale dovrà essere la struttura ed il metodo di lavoro che il partito dovrà seguire".
di Redazione online - www.thieneonline.it

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