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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

In arrivo il salasso...

 
TASSE SUGLI IMMOBILI: FAMIGLIE E IMPRESE PAGHERANNO IL TRIPLO


Man mano che si approntano i calcoli, invero preoccupanti, della nuova imposta su immobili e rendite fondiarie (Imu), cresce la preoccupazione per le ricadute sui bilanci delle famiglie e su quelli del sistema produttivo. 
Chiamata a sostenere tanto i conti pubblici (10 miliardi la “quota erariale) quanto quelli dei Comuni, quella tassa è il pilastro del decreto Salva Italia, ma allo stesso tempo la sua “cifra fiscale” rischia di funzionare da detonatore di una diffusa protesta verso lo Stato esattore (e cattivo pagatore). 
I risultati degli approfondimenti degli esperti (vi si dedica in particolare Il Sole 24 Ore) sono da brivido soprattutto nelle grandi città, dove il peso fiscale risulta quasi triplicato (raddoppiato se va bene) per i possessori di seconde case, di negozi, di uffici, di immobili delle piccole e medie imprese.
Diciamo subito che l’altra e lucrosa parte del carico fiscale arriverà dalle prime case. Qualcuno si avventura in un raffronto con la vecchia Ici per dirci che c’è chi ci guadagna e chi ci perde. In realtà ci perdono tutti, perché quella tassa era stata abolita nel 2008 dal governo Berlusconi, i proprietari non pagavano da quattro anni per stare a casa propria, ora devono sborsare svariate centinaia di euro che vengono sottratte ai bilanci familiari e ai consumi. Un perdita secca dunque, sbagliato confrontarla con una tassa inesistente.
Per tutto il resto i calcoli presuntivi della stangata fiscale dicono appunto che si pagherà una tassa triplicata o giù di lì. Le cifre stanno in questi esempi: una casa di 100 mq, classe media-popolare, data in affitto a Milano passa da 400 a 1300 euro, a Roma da 700 a 1800 euro, a Torino da 600 a 1500 euro. Ingiustizia delle ingiustizie, la casa vuota non subirà aumenti e quindi il proprietario che affitta sarà per questo punito! Peggio va, comunque, per tutti gli immobili (e i terreni) destinati ad attività produttive, laddove il peso fiscale era già pesante ed ora, triplicando, rischia di ammazzare letteralmente le piccole e medie imprese.
Qualche esempio anche qui: un negozio di 100 mq e classe media passa da 360 a 1.130 euro a Milano, da 100 a 2600 euro a Roma, da 400 a 100 euro a Torino; un ufficio in zona centrale da 3mila a oltre 9mila a Milano, da 4mila a 10mila a Roma, da 3mila a 7500 a Torino. Un capannone industriale di 2mila mq a Milano pagava 20mila euro, ne pagherà 40mila. Dura la botta anche sulle aziende agricole.
Infine, una perla legislativa: il 18 giugno è la data fissata per pagare la prima rata dell’Imu (il conguaglio a dicembre) ma il 30 giugno è la data-limite concessa ai Comuni per decidere l’aliquota, cioè il principale moltiplicatore dal quale dipende l’importo. Insomma, paghi l’acconto ma non sai su quanto. Versamento al buio, più semplificazione di così…

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