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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

2012, è recessione economica

 
IL GOVERNO VUOLE DISCUTERE DEL SESSO DEGLI ANGELI. INTANTO SIAMO IN RECESSIONE!

Ora c’è anche l’ufficialità dell’Istat e della statistica a dirci che l’Italia è in recessione, a tutti gli effetti: nel quarto trimestre 2011 il prodotto interno lordo è calato dello 0,4% su base annua e dello 0,7% rispetto a quello precedente, che pure aveva segnato un ribasso. La regola è che due trimestri consecutivi in calo significano recessione tecnica. Sono dati che mettono una seria ipoteca sulla dinamica del prodotto interno lordo, il cui calo acquisito per l’intero 2012 è già da ora pari allo 0,5%.
E’ urgente a questo punto segnare il passaggio dal governo delle tasse a quello della crescita, dai provvedimenti “lacrime a sangue” alla fase di sostegno agli investimenti e al recupero della produttività. Si può e si deve fare subito, senza crescita non c’è futuro e l’imperativo è salvare migliaia di imprese industriali e commerciali ormai al collasso.
Purtroppo le notizie dal fronte industriale sono portatrici di pessimi presagi anche per questo primo trimestre del 2012, con una caduta tendenziale della produzione in gennaio del 5% e una probabile ulteriore discesa in febbraio, quando in sovrappiù l’economia è stata paralizzata a lungo dal gelo e dalla neve.
La crisi attanaglia soprattutto il settore manifatturiero, dove spicca la caduta di quei settori che producono beni durevoli, il cui acquisto può essere rimandato a tempi migliori: il problema è che si tratta proprio di quei settori a più alta intensità occupazionale, come l’auto, nella cui filiera sono a rischio 200mila posti di lavoro, per lo più nelle piccole e medie imprese.
La gravità della situazione impone dunque decisioni rapide da parte del governo in direzione della crescita e del sostegno all’economia. Per quanto riguarda le famiglie, i consumi interni sono al lumicino e non potrebbe essere altrimenti, vista la grandinata di tasse in arrivo, a partire da quelle sulla casa e dalle addizionali regionali e comunali, con incrementi medi fino al 150%. Delle aziende si salvano solo quelle votate all’export. La grande maggioranza si muove con difficoltà: colpita da nuove tasse, stretta tra un sistema creditizio sempre più avaro e uno Stato cattivo pagatore ma esigente creditore. “Inasprimenti fiscali e riduzione di investimenti e servizi danno ottimi risultati di finanza pubblica, anche rapidamente, ma altrettanto rapidamente riducono l’area produttiva del sistema”: così Gian Maria Gros-Pietro, sul Sole 24 Ore, disegna il momento della politica in questo frangente.
In sintesi, troppe tasse gonfiano le finanze pubbliche a breve, ma se il mondo della produzione si ferma non si va da nessuna parte. Come dire: l’operazione è riuscita, il paziente è morto. Bell’affare.

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