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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

2012, è recessione economica

 
IL GOVERNO VUOLE DISCUTERE DEL SESSO DEGLI ANGELI. INTANTO SIAMO IN RECESSIONE!

Ora c’è anche l’ufficialità dell’Istat e della statistica a dirci che l’Italia è in recessione, a tutti gli effetti: nel quarto trimestre 2011 il prodotto interno lordo è calato dello 0,4% su base annua e dello 0,7% rispetto a quello precedente, che pure aveva segnato un ribasso. La regola è che due trimestri consecutivi in calo significano recessione tecnica. Sono dati che mettono una seria ipoteca sulla dinamica del prodotto interno lordo, il cui calo acquisito per l’intero 2012 è già da ora pari allo 0,5%.
E’ urgente a questo punto segnare il passaggio dal governo delle tasse a quello della crescita, dai provvedimenti “lacrime a sangue” alla fase di sostegno agli investimenti e al recupero della produttività. Si può e si deve fare subito, senza crescita non c’è futuro e l’imperativo è salvare migliaia di imprese industriali e commerciali ormai al collasso.
Purtroppo le notizie dal fronte industriale sono portatrici di pessimi presagi anche per questo primo trimestre del 2012, con una caduta tendenziale della produzione in gennaio del 5% e una probabile ulteriore discesa in febbraio, quando in sovrappiù l’economia è stata paralizzata a lungo dal gelo e dalla neve.
La crisi attanaglia soprattutto il settore manifatturiero, dove spicca la caduta di quei settori che producono beni durevoli, il cui acquisto può essere rimandato a tempi migliori: il problema è che si tratta proprio di quei settori a più alta intensità occupazionale, come l’auto, nella cui filiera sono a rischio 200mila posti di lavoro, per lo più nelle piccole e medie imprese.
La gravità della situazione impone dunque decisioni rapide da parte del governo in direzione della crescita e del sostegno all’economia. Per quanto riguarda le famiglie, i consumi interni sono al lumicino e non potrebbe essere altrimenti, vista la grandinata di tasse in arrivo, a partire da quelle sulla casa e dalle addizionali regionali e comunali, con incrementi medi fino al 150%. Delle aziende si salvano solo quelle votate all’export. La grande maggioranza si muove con difficoltà: colpita da nuove tasse, stretta tra un sistema creditizio sempre più avaro e uno Stato cattivo pagatore ma esigente creditore. “Inasprimenti fiscali e riduzione di investimenti e servizi danno ottimi risultati di finanza pubblica, anche rapidamente, ma altrettanto rapidamente riducono l’area produttiva del sistema”: così Gian Maria Gros-Pietro, sul Sole 24 Ore, disegna il momento della politica in questo frangente.
In sintesi, troppe tasse gonfiano le finanze pubbliche a breve, ma se il mondo della produzione si ferma non si va da nessuna parte. Come dire: l’operazione è riuscita, il paziente è morto. Bell’affare.

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