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Imu, tutelare le imprese agricole

TASSE & TASSE:  MODIFICARE I PARAMETRI IMU RELATIVI AI TERRENI AGRICOLI E AI FABBRICARTI RURALI


<< Il passaggio dalla vecchia Ici alla nuova Imu agli agricoltori comporterà un aggravio ulteriore delle spese per un settore già in palese difficoltà >> – esordisce l’on. Sergio Berlato.  
La norma del Governo introduce un’imposta, prima inesistente, studiata per rendere le regole dell’Imu rurale simili a quelle dell’Imu generale in modo da conteggiare anche quei fabbricati che nei terreni vengono usati per strumenti e animali. 
Per le abitazioni la rendita catastale, rivalutata del 5%, viene moltiplicata per 160 e in più si applicano le aliquote del 4 per mille per la casa principale e del 7,6 per mille negli altri casi. 
Per quanto riguarda i fabbricati agricoli non ad uso abitativo, alla rendita rivalutata del 5% si applica il moltiplicatore 60 (65 dal 1° gennaio 2013) e l’aliquota del 2 per mille che il Comune può abbassare all’uno per mille.
<< La questione sta sollevando giustamente molte critiche in tutto il mondo agricolo – spiega l’on. Sergio Berlato -, tant’è che mi sento di raccogliere e fare mie queste  legittime preoccupazioni per invitare il Governo a modificare i parametri attuali relativi all’applicazione dei moltiplicatori per i terreni agricoli. L’Imu così com’è è un salasso ingiustificabile, - sottolinea il coordinatore provinciale del Pdl vicentino - perché si colpiscono gli strumenti di lavoro costringendo l’imprenditore agricolo a pagare due volte. 
L’agricoltura non merita solo di essere salvaguardata – conclude Berlato – ma necessita di una forte politica di sviluppo in ambito nazionale per rilanciare una filiera che grazie anche all’agro-alimentare ha reso famoso nel mondo la qualità dei prodotti italiani. >>


Ufficio stampa
On. Sergio Berlato

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