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​Schio, Bus Bar: servizio assente e controlli deboli. Interrogazione di Cioni (FdI) dopo segnalazioni e sopralluoghi

N elle ultime settimane sono emerse diverse criticità nella gestione del “Bus Bar” presso la stazione delle corriere di Schio in Piazzale Divisione Acqui, oggetto nel 2025 di una procedura pubblica per l’assegnazione in concessione dei locali, comprensiva anche del servizio di biglietteria per il trasporto pubblico locale e extraurbano di SVT. A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini e utenti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha effettuato un primo sopralluogo, riscontrando che il locale risultava aperto per modo di dire data la trascuratezza del locale e con l’esposizione di un avviso scritto a penna che segnalava la sospensione della vendita dei biglietti. Una circostanza che ha portato al deposito di un’interrogazione a risposta scritta al sindaco per chiarire lo stato del servizio e le eventuali responsabilità. Nella risposta trasmessa dagli uffici comunali, si evidenzia come l’Amministrazione non fosse a conoscenza delle motivazioni della sospensione ...

L'Europa non può sbilanciarsi sull'asse franco-tedesco

 
CRISI ECONOMICA: SERVE UNO SCATTO DELL'EUROPA

Nel breve periodo i segnali dell’economia sono assai drammatici. 
Si potrebbe parlare di stagflazione, vale a dire una fase di stagnazione più una inflazione (appunto stag-flazione) che è non è a due cifre come negli anni Ottanta ma che resta ben superiore alla media europea.
Da 15 anni non cresciamo, abbiamo perso 30 punti nella classifica di competitività rispetto alla Germania. La perdita della competitività incide sulla crescita: l’export tiene, ma la domanda interna è in calo preoccupante e quindi anche la produzione industriale.
La manovre restrittive pesano sulle tasche dei cittadini. Considerato che a breve termine il potere d’acquisto non potrà riprendersi, il rischio gravissimo che corriamo è quello di avvitarci su noi stessi, come la Grecia. 
Per questo molti economisti condividono oggi l’idea secondo cui in assenza di una politica europea di crescita - il che significherebbe una politica anche di bilancio più attenta alle esigenze di tutti i Paesi e non della sola Germania, e in cui gli “eurobond” possono finalmente finanziare gli investimenti - non si fa molta strada.
Da questo punto di vista, serve anche una presa di coscienza della Germania che avendo un cronico surplus della bilancia commerciale, deve dare un impulso alla crescita europea attraverso una politica espansiva e più generosa verso gli altri partners.

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