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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

Il bue che da del cornuto all'asino

 
FACCE DA TOLLA! PRODI DA LOTTIZZATORE A PREDICATORE
"La spinta al suicidio di questo partito non ha limiti". 
Il professor Romano Prodi è all'estero ma ha seguito la polemica per le nomine delle Authority e il suo è un commento sferzante, riferito al Pd ed a tutti coloro che comunque "hanno avallato queste decisioni".
Diciamolo con franchezza: in tempi di Professori e di grillismo si può sopportare di tutto, ma un ex presidente dell'Iri democristiana che fa la predica contro le lottizzazioni è francamente troppo. 
Nei primi sette anni, infatti, all’Iri Prodi fece 170 nomine in società controllate. Di queste, 93 manager con tessera democristiana, 78 dei quali legati a doppio filo a De Mita. Allora comandava il pentapartito, e dunque 23 manager furono rigorosamente con tessera socialista, 20 equamente divisi fra i partiti laici minori (Pli, Pri e Psdi). 
Non solo: nell'Iri di Prodi furono accesi immensi mutui a carico dello Stato, pompando nelle casse dell'Iri finanza pubblica come mai si era visto prima e come mai più si sarebbe visto dopo. Tra il 1980 e l'85 lo Stato aumentò il fondo di dotazione dell' Istituto di ben 33 mila miliardi di lire, a una media di 5.500 miliardi all' anno. 
E veniamo al Prodi presidente del consiglio: durante la sua ultima apparizione a Palazzo Chigi, tra il 2006 e il 2008, il Professore tentò in tutti i modi di tenere in piedi la sua pericolante baracca politica ripescando manager dei bei tempi andati e addirittura vecchi amici di scuola, piazzandoli tra una poltrona e l'altra. In quei due anni, la macchina dello spoil system funzionò come la ghigliottina al tempo di Robespierre. 
E ogni nomina fu accuratamente selezionata con un metodo talmente scientifico da far impallidire l'ideatore del manuale Cencelli.
Qualche esempio? Alle attività portuali, di competenza del Ministero dei Trasporti, la presidenza andò al Pdci; all'Anas, di competenza del Ministero delle Infrastrutture, furono piazzati due manager ex Iri e due iscritti all’Italia dei valori; alla presidenza Consob, di competenza del presidente del consiglio, un economista bolognese vicino al Professore; a Cinecittà un personaggio vicino a Rutelli; all'Agenzia delle entrate, un amico di Visco. Per non parlare della Rai.
Insomma, Prodi può pontificare su tutto, ma eviti di fare prediche sulle nomine e sui lottizzati, perché i partiti di oggi sono dei dilettanti rispetto ai tempi suoi.

Il Mattinale

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