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​Schio, Bus Bar: servizio assente e controlli deboli. Interrogazione di Cioni (FdI) dopo segnalazioni e sopralluoghi

N elle ultime settimane sono emerse diverse criticità nella gestione del “Bus Bar” presso la stazione delle corriere di Schio in Piazzale Divisione Acqui, oggetto nel 2025 di una procedura pubblica per l’assegnazione in concessione dei locali, comprensiva anche del servizio di biglietteria per il trasporto pubblico locale e extraurbano di SVT. A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini e utenti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha effettuato un primo sopralluogo, riscontrando che il locale risultava aperto per modo di dire data la trascuratezza del locale e con l’esposizione di un avviso scritto a penna che segnalava la sospensione della vendita dei biglietti. Una circostanza che ha portato al deposito di un’interrogazione a risposta scritta al sindaco per chiarire lo stato del servizio e le eventuali responsabilità. Nella risposta trasmessa dagli uffici comunali, si evidenzia come l’Amministrazione non fosse a conoscenza delle motivazioni della sospensione ...

Zone industriali sempre più deserte


INDUSTRIA, ORA E' ALLARME ROSSO

E’ allarme rosso per l’industria italiana. Il dato Istat sugli ordinativi nel mese di aprile fa segnare un -12,3% rispetto ad un anno fa. 
E’ ben più preoccupante di quel -9,2% riferito alla produzione, reso noto a maggio e fotografia statica di un calo acquisito e previsto, anche se non in questa ampiezza, tale da confermare la pesantezza di una recessione che ci mette in coda all’Euroclub, addirittura dietro alla Spagna e al Portogallo.
Il crollo del portafoglio ordini ci proietta invece nel domani, ci dice che c’è meno fieno in cascina per il futuro, che la domanda di prodotti italiani langue e si affievolisce, che la produzione anche in queste ore sta segnando il passo, che non soltanto i consumi interni hanno il freno tirato (tasse, tasse, tasse) ma che anche l’export - finora unico motivo di soddisfazione - ha il fiato corto.
Il fatturato di aprile indica un -4,1%, dato che è il combinato disposto di un calo del 7% del mercato interno e di un ormai esiguo +2,6% di quello estero. Quest’ultimo certo addebitabile anche alla guerra dei prezzi e alla rinuncia da parte degli imprenditori a margini di redditività sui prodotti pur di mantenere i clienti acquisiti o di conquistare nuovi mercati, ma comunque indice di maggiore difficoltà competitiva della nostra industria. Che in Europa è quella che paga più tasse in assoluto e ancor di più ora che l’Imu si abbatte, pesante come una tagliola, sugli utili delle imprese.

Il portafoglio ordini, con ricadute pesanti sull’occupazione, è dunque la cartina di tornasole di quello che ci aspetta se il governo non si affretta a dare benzina alla crescita. 
E purtroppo le risorse per comprarla sono ridotte al lumicino, se è vero come è vero che 79 degli 80 miliardi delle misure messe in campo dal governo sono soltanto sulla carta. E non è carta moneta. 
Il Matrtinale del 22 giungo

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