Passa ai contenuti principali

Articolo più recente

Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Il Pd, dall'anti-berlusconismo al nulla

COSA ACCADE NEL PD: BERSANI E' IN GRAN CONFUSIONE

Il governo Monti sta mettendo in crisi il Partito Democratico con una incisività senza precedenti. 
La fragilità della segreteria Bersani, un volta scomparso il collante dell’anti-berlusconismo, mostra le debolezze di una classe dirigente profondamente divisa tra massimalisti e riformisti, cioè tra i diretti eredi del Pci e la componente cattolica e liberal, dunque tra coloro che faticano a staccarsi da Vendola e Di Pietro e quanti aspirano al disegno originario (veltroniano) per cui il Pd era nato. 
Il “pasticcio” che i vertici di via del Nazareno stanno offrendo sulla riforma del mercato del lavoro e sull’articolo 18, risulta esemplare. Veltroni prova pacatamente a sostenere che occorre guardare avanti e superare i “no” che da quindici anni immobilizzano la sinistra italiana (gli stessi che hanno impedito al Pd qualunque collaborazione con le idee riformiste dei governi Berlusconi) e viene massacrato da Stefano Fassina….
si capisce insomma che la marcia innestata dal duo Monti-Fornero sul tema del lavoro, colpisce il nervo scoperto del Pd e mette a rischio quel contratto non scritto che un tempo legava Botteghe Oscure alla Cgl e che, ancora oggi, vede la Camusso in grado di minacciare un tentennante Bersani. 
La sconfitta clamorosa di Genova alle primarie, dopo Milano, Napoli e Cagliari ha reso titubante il segretario nei colloqui con Alfano e Casini sulla riforma elettorale. La scelta di attenuare l’attuale bipolarismo e di virare verso un sistema proporzionale con un’alta soglia di sbarramento, che metterebbe all’angolo Di Pietro, Vendola il Pdci e Rifondazione, sembrava a portata di mano sino a quando le primarie liguri non hanno spaventato il povero Bersani. 
Attaccato da sinistra su Il Fatto come il “ leader dell’inciucio”, il capo del Pd cambia idea un giorno si e l’altro pure. Nostalgico di quel breve momento, prima del passo indietro di Berlusconi, in cui si illudeva di poter essere il candidato vincente di un grande cartello elettorale anti-cavaliere, oggi deve combattere contro i Veltroni, i Parisi le Bindi e i Fioroni, mentre la Camusso gli ricorda minacciosamente i suoi limiti invalicabili. 
Infine c’è Casini che alle lusinghe del Pd sembra preferire la navigazione in mare aperto verso formule di alleanza più congeniali ad un democristiano di centrodestra. Così la partita delle alleanze che qualunque riforma elettorale può agevolare o meno, a seconda di come viene concepita, ci rimanda un Bersani confuso e strattonato che non sa dove andare. 
Se poi osserviamo le difficoltà impreviste che procura al Pd l’appoggio sostanziale che proprio Berlusconi sta offrendo a Monti, la frittata è completa. 
Ma come? In passato Ciampi-tecnico era stato facile preda dei post-comunisti al governo e persino il “rospo” Dini era stato baciato da loro perché teneva lontano Berlusconi! 
Ora il film è cambiato con una velocità che il povero Bersani non comprende: se fosse vero, ad esempio, che sull’articolo 18 Veltroni la pensa come il Pdl, sarebbe come dire che Monti e Fornero la pensano come Berlusconi. L’ha detto Fassina, non noi.

- da Il Mattinale -
***
Nota a margine: Il Pd è in evidente stato confusionale, ma ad onor del vero basta farsi un giro tra la gente e gli elettori del Popolo della libertà per capire che pure noi stiamo pagando a caro prezzo il sostegno ad un governo di sole tasse e funzionale agli interessi delle banche. Ma tan'tè...

Articoli più letto dell'ultimo mese