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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Vogliono un'Italia debole per colonizzarla meglio

COLPIRONO IL CAVALIERE PER COLPIRE L'ITALIA (ORA LO DICE ANCHE MONTI)
Nello stesso giorno in cui il Corsera annuncia che Berlusconi tornerebbe a candidarsi nel 2013, il premier Monti, a sorpresa, proclama che Berlusconi era stato messo all’angolo e quasi umiliato da Francia e Germania che pretendevano che consegnasse nelle loro mani la gestione della politica economica italiana e quindi le nostre risorse e i nostri destini. 
Pur di non cedere a questi diktat e sotto il bombardamento a tappeto degli speculatori sui nostri titoli, funzionale a indebolire la sua posizione e costringerlo a cedere, Berlusconi avrebbe preferito farsi da parte. 
Detto da Monti, al netto di un’esperienza di otto mesi sul seggio periglioso che gli italiani avevano affidato allo stesso Berlusconi, ha un peso. Innanzitutto significa che l’ostilità di Francia e Germania -– allora governate da esponenti di centrodestra e membri del Ppe – non era diretta contro il governo italiano, bensì contro l’Italia. 
Come abbiamo sempre sostenuto è l’Italia, con le sue risorse e le sue potenzialità che fa contemporaneamente gola e paura alle economie più forti dell’Unione. Se fossimo forti politicamente saremmo un competitor con cui fare i conti, deboli come ci ostiniamo a essere siamo terra di conquista.

Marcello de Angelis
direttore de Il Secolo d'Italia

P.s. Oltre alla lettura che ne ha dato il direttore del Secolo, è verosimile che Monti con le sue esternazioni abbia voluto lanciare un messaggio altrettanto chiaro. Della serie: solo lui può farsi rispettare in Europa ed evitare figuracce alla nazione (smentendo così le sue precedenti dichiarazioni di una indisponibilità a candidarsi l'anno venturo). Un'affermazione, è un'altra lettura che si può dare, rivolta  ad affievolire le ambizioni del Cav. di rimettersi in prima fila per guidare il centro-destra alle prossime elezioni politiche.

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