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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

Il Mattinale

LEGA NORD: CHE AVVVENIRE SE MARONI SI AVVICINA 
Una Lega forte serve all’Italia ed è una buona cosa per il futuro di questo Paese. Il Popolo della Libertà ed in particolare il presidente Silvio Berlusconi guardano con attenzione a questo nuovo inizio di un alleato storico, che è stato determinante per scardinare sin dal 1994 l’apparato politico-finanziario-mediatico che incombeva sui destini dell’Italia.
Qualche commentatore sostiene che il Carroccio riparte da zero, ma non è così. 
Riparte da un segretario che conosciamo bene, e con il quale c’è stata piena sintonia su contenuti e modi con cui ha condotto ministeri essenziali quali quelli dell’Interno (due volte) e del Lavoro.
Una Lega che guadagni voti e gareggi con il Pdl per essere il primo partito del Nord non dà noia ai veri moderati. La sana concorrenza impedisce di considerare il patrimonio di consensi come acquisito, e dà prospettive di successo ad una alleanza che è nelle cose ed è richiesta, più che dalla tattica, dalla comunanza di ideali e di interessi del nostro elettorato. 
In questa fase siamo divisi sul sostegno al governo Monti, e questo spiega certe asprezze attuali di Maroni e dei leghisti. Colpisce però che in nessun caso il neo segretario abbia preso le distanze sulla sostanza della politica che ha caratterizzato il patto di governo tra il Pdl e il Carroccio.
Anche ora, pur ponendoci in modo diverso dinanzi all’esecutivo Monti, restano analoghi gli accenti posti sulla necessità di mettersi dalla parte dei piccoli e medi imprenditori vessati da eccessive tasse e da una macchina statale pletorica. 
Anche la sottolineatura di Maroni riguardo all’obiettivo permanente dell’indipendenza della Padania, è riflesso della messa in ombra del federalismo da parte di Monti e soprattutto del centrosinistra (più Udc). Ma proprio il federalismo è un progetto che ci vede tuttora pienamente alleati e compagni attuali di battaglia. 
Il Pdl ha aderito convinto all’idea di riforma federalista della composizione del Senato, votando gli emendamenti leghisti e portandoli al successo, e questo non è un punto secondario nell’idea comune di Stato, insieme federale e semi-presidenzialista, con un esecutivo capace di incidere senza le farraginose procedure attuali.
C’è un’altra ragione che dovrebbe confortare dinanzi a una forte ripresa di identità e di immagine della Lega: il Movimento 5 Stelle di Grillo nel momento delle note difficoltà della dirigenza del Carroccio ha attinto a piene mani dal suo elettorato, gonfiando il fronte della protesta parolaia e di pura protesta. 
La grande funzione storica e civile della Lega è stata invece quella, grazie alla genialità politica di Bossi, di trasformare in spinta autenticamente democratica di cambiamento le pulsioni ribelliste di ampi settori produttivi e popolari del Nord. Ora questo furto nella bottega nordista diverrebbe subito un deciso stop.

Il Mattinale

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