Passa ai contenuti principali

Articolo più recente

SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

Produrre occupazione con uno shock economico

COME AFFRONTARE LA CRISI: NEW DEAL, ALTRO CHE JOBS ACT


Al di là dei contenuti scarsi, il Jobs Act di Renzi ha avuto un merito: aprire la discussione sul tema del lavoro. 
Tuttavia, ricordiamo che il lavoro è una derivata, che dipende, cioè, dalla crescita economica. 
Se, poi, le regole del lavoro sono efficienti, flessibili, meritocratiche e trasparenti un punto di crescita economica in più porta con sé la creazione di nuovi posti di lavoro, mentre se le regole del mercato del lavoro sono rigide, desuete e inefficienti, ci vuole molta crescita per produrre occupazione (è il concetto di “elasticità” del lavoro rispetto alla crescita).
In momenti storici di crisi grave come quella attuale, pertanto, non basta rivedere le regole del mercato del lavoro. Serve uno shock economico. Serve uno shock perché la nostra economia e il nostro tessuto sociale hanno subito una guerra. Cinque-sei anni di guerra finanziaria-speculativa che abbiamo perso. E adesso servono medicine, medicine forti: rooseveltiane, keynesiane, neokeynesiane. New deal, altro che Job Act.
In momenti come questo le regole vanno spezzate, vanno rotte. Dopo la grave crisi del 1929 Roosevelt fece proprio questo: cambiò le regole. Ebbe il mondo contro, ma andò avanti lo stesso. 
Dopo anni la Corte suprema degli Stati Uniti diede ragione a chi aveva fatto ricorso contro l’interferenza del governo federale su materia di competenza dei governi dei singoli Stati federati, ma intanto, il keynesismo di fatto (i lavori) erano stati fatti e lo shock c’era stato. 
I nostri governanti dovrebbero riflettere su questo punto. E prendere esempio.

Il Mattinale 

Articoli più letto dell'ultimo mese