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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Nell'anniversario della strage partigiana. Sabato sera la deposizione dei fiori

68° ANNIVERSARIO ECCIDIO DI SCHIO


L'eccidio di Schio è il massacro compiuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945 (due mesi dopo la fine della guerra) a Schio da un gruppo formato da partigiani comunisti della Divisione garibaldina "Ateo Garemi" ed agenti della Polizia ausiliaria partigiana (istituita alla fine della guerra e composta da ex partigiani).
Nell'incursione trovarono la morte 54 persone, tra cui 14 donne (la più giovane aveva 16 anni) e ne vennero ferite numerose altre. Alcuni detenuti, coperti dai corpi dei caduti, si salvarono indenni. I soccorritori quando giunsero trovarono il sangue che colava sulla scala, sul cortile e arrivava fino sulla strada.
Leggi la cronaca di quei giorni

La Comunità militante scledense come ogni anno ricorda le vittime di una strage per decenni dimenticata e lasciata volutamente nell'oblio per scelta delle autorità politiche cittadine.
L'eccidio delle carceri scledensi è stata una strage compiuta in coerenza con il clima di terrore voluto dalle bande partigiane comuniste che in quei mesi spadroneggiavano in tutto il nord Italia.
A 68 anni di distanza, Noi crediamo in una pacificazione che sia coerente e rispettosa della memoria di tutte le parti che in quei mesi si sono combattute in una guerra civile sanguinosa.
Davanti a quel portone vogliamo lasciare un ricordo, una breve riflessione in memoria di quelle donne e di quegli uomini massacrati dalla cultura dell’odio.
Ci fermeremo a riflettere con gli occhi che guardano al presente e con lo spirito rivolto al futuro perché la nostra viva e sincera speranza è che si apra una nuova stagione realmente fondata sul rispetto reciproco e da una ritrovata coscienza nazionale. L'Italia di oggi ha troppi problemi e troppi nemici per continuare a dividersi secondo logiche partigiane e strumentali.


Comunità Militante Schio 

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