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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Nell'anniversario della strage partigiana. Sabato sera la deposizione dei fiori

68° ANNIVERSARIO ECCIDIO DI SCHIO


L'eccidio di Schio è il massacro compiuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945 (due mesi dopo la fine della guerra) a Schio da un gruppo formato da partigiani comunisti della Divisione garibaldina "Ateo Garemi" ed agenti della Polizia ausiliaria partigiana (istituita alla fine della guerra e composta da ex partigiani).
Nell'incursione trovarono la morte 54 persone, tra cui 14 donne (la più giovane aveva 16 anni) e ne vennero ferite numerose altre. Alcuni detenuti, coperti dai corpi dei caduti, si salvarono indenni. I soccorritori quando giunsero trovarono il sangue che colava sulla scala, sul cortile e arrivava fino sulla strada.
Leggi la cronaca di quei giorni

La Comunità militante scledense come ogni anno ricorda le vittime di una strage per decenni dimenticata e lasciata volutamente nell'oblio per scelta delle autorità politiche cittadine.
L'eccidio delle carceri scledensi è stata una strage compiuta in coerenza con il clima di terrore voluto dalle bande partigiane comuniste che in quei mesi spadroneggiavano in tutto il nord Italia.
A 68 anni di distanza, Noi crediamo in una pacificazione che sia coerente e rispettosa della memoria di tutte le parti che in quei mesi si sono combattute in una guerra civile sanguinosa.
Davanti a quel portone vogliamo lasciare un ricordo, una breve riflessione in memoria di quelle donne e di quegli uomini massacrati dalla cultura dell’odio.
Ci fermeremo a riflettere con gli occhi che guardano al presente e con lo spirito rivolto al futuro perché la nostra viva e sincera speranza è che si apra una nuova stagione realmente fondata sul rispetto reciproco e da una ritrovata coscienza nazionale. L'Italia di oggi ha troppi problemi e troppi nemici per continuare a dividersi secondo logiche partigiane e strumentali.


Comunità Militante Schio 

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