“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...
Coronavirus, i soldi della sanità spesi in accoglienza: così miliardi sono finiti ai migranti
Pochi medici, pochi infermieri, pochi reparti di terapia intensiva, rischio intasamento, forse collasso. L'emergenza Coronavirus
ha evidenziato quello che i cittadini e gli amministratori locali
sapevano da tempo. Negli ultimi dieci anni, al grido di "ce lo chiede
l'Europa", si sono tagliati i fondi per la sanità pubblica. Eh, c'era l'austerity, lo spread, il debito da contenere (che invece è esploso), però per i migranti, stranamente, le risorse si sono trovate. Ricorderete tutti il fuori onda di Emma Bonino,
la quale spiegava come il governo Renzi ottenne flessibilità (ovvero
possibilità di fare deficit) in cambio dell'accoglienza epocale di
clandestini. Per l'accoglienza insomma i denari c'erano. E non due
spicci. Conti precisi non ce ne sono, tuttavia dal 2010 l'Italia ha
speso circa 20 miliardi allo scopo di ospitare e sostenere richiedenti
asilo o simili. Nello stesso periodo il sistema sanitario nazionale ha
perso 37 miliardi.
La fondazione Gimbe, attenta al mondo della salute, ha recentemente
fornito un dettagliato elenco di mortificazioni ai danni degli ospedali.
Nel periodo 2010-2019 alla sanità pubblica sono stati sottratti appunto
37 miliardi di cui circa 25 (2010-2015) in conseguenza di tagli
previsti da varie manovre finanziarie e oltre 12 (2015-2019) del
"definanziamento" che ha assegnato meno risorse alle Asl rispetto ai
livelli programmati, sempre per l'attuazione degli obiettivi di finanzia
pubblica.
PRIMI TRA I "POVERI"
Uno degli ultimi rapporti Ocse dimostra che se oggi in Italia la
percentuale del Pil destinato alla spesa sanitaria totale (considerando
anche quella privata) è pari alla media dei Paesi Ocse (8,8%), siamo
ormai fanalino di coda tra i Paesi dell'Europa nord-occidentali:
infatti Svizzera, Germania, Francia, Svezia, Austria, Danimarca,
Belgio, Norvegia, Olanda, Regno Unito, Finlandia, Portogallo e Spagna
destinano alla sanità una percentuale del Pil superiore alla nostra. La
nostra penisola si avvicina invece agli Stati dell'Europa orientale,
dove il finanziamento pubblico sta crescendo in maniera rilevante. Siamo
primi tra i "poveri". Se nel 2009 le differenze assolute sulla spesa
pubblica tra Italia e altri grandi del G7 erano modeste, con il
definanziamento statale sono ormai divenute incolmabili: nel 2009 la
Germania investiva "solo" 1.167 dollari (+50%) in più dell'Italia, nel
2018 il divario è salito a 2.511 dollari (+97%), ovvero 5.056 contro
2.545 dollari.
CARA PAGHETTA
Dobbiamo ringraziare il Pd per tutti questi bei numeri, visto che è al governo in pratica dal 2011 a oggi. E proprio la spinta Dem è stata decisiva per aprire i porti
a accogliere centinaia di migliaia di aspiranti profughi. Costosi.
Paghetta giornaliera, costi sanitari, personale: la spesa è passata da
poco meno di un miliardo nel 2012 a oltre 4 miliardi nel 2018. Nel solo
triennio 2014-2016 l'emergenza migranti ci è costata - rivelata una
ricerca del centro studi di ImpresaLavoro - circa 6 miliardi
145 milioni. Complessivamente i contribuenti hanno di fatto subìto una
finanziaria per avere più immigrati in patria. Con Salvini, grazie alla
riduzione degli sbarchi e all'introduzione dei decreti sicurezza, la
spesa per i migranti è scesa di 1,5 miliardi. Un inizio di spending
review strozzato non appena i giallorossi sono andati al potere.
Recentemente infatti la ministra Lamorgese ha di nuovo rialzato la
mancia quotidiana di 3 euro per richiedente asilo. Non solo, secondo
l'ultimo report della Corte dei Conti europea, riferito all'anno 2018,
le 115 Ong della nostra Penisola che hanno pubblicato i propri bilanci
hanno incamerato circa 943 milioni di euro, il 60% dei quali arriva da
donatori istituzionali. (Giuliano Zulin LIBERO QUOTIDIANO)