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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

L'alba dorata è lontana dai destini italiani


L'ITALIA E' FERMA NELLE SABBIE MOBILI

Temo che la classe politica, seppur in parte asfaltata dai "grillini" (che il cielo ci salvi), non ascolterà il grido dei tanti troppi italiani vittime di questa criminale e interminabile crisi economica. 
Non bisogna dimenticare però che siamo in guerra da 5 anni. 
Una guerra che non abbiamo dichiarato noi ma i circoli finanziari e bancari cosmopoliti ma in particolare quelli legati alle sponde d'oltre oceano.
Tuttavia non stiamo facendo quanto di necessario per rispondere al bombardamento ricevuto. Non ne abbiamo la forza evidentemente. Siamo in trincea con dei moschetti e con dei miseri elmetti di latta quando dall'altra parte utilizzano i missili balistici. 
Per questo motivo temo che la sorte sia già scritta se non emergerà una implacabile quanto necessaria forza popolare che reagisca con decisione alle ricette imposte dai suddetti circoli finanziari che con il contributo delle oramai famose agenzie di rating stanno impoverendo milioni di cittadini italiani al solo scopo di depredare i gioielli di proprietà del patrimonio pubblico nazionale. Ci vogliono colonizzare.
Per questo motivo credo che le uniche soluzioni compatibili con le vicende di questi anni possano essere solo di natura radicale, cioè di rottura con l'attuale ossatura su cui il sistema si è fondato affidando il proprio destino ai burocrati delle corte di Bruxelles e alle logiche imperanti di un mercatismo egoistico e fallimentare; il resto sono solo pannicelli caldi, chiacchiere da salotto che non ci permetteranno di uscire da questo stallo che rischia di diventare un distesa di terra bruciata. Altro che declino, siamo al degrado. 

Sono lapalissiane le responsabilità dello Stato italiano e della sua classe politica (e non solo) ma la crisi economico-finanziaria è legata (anche) a vicende di natura non solo europea; perciò, o nasce un governo autorevole consapevole di dover affrontare i grandi temi legati per esempio alla sovranità monetaria e al rilancio dell'economia reale, o periremo. 

Bisogna anche dire che per avere un governo con la necessaria autorevolezza ci vuole anche del materiale umano di una particolare caratura non solo morale ma anche spirituale che attualmente non mi sembra di vedere in circolazione.  Altrimenti il Movimento del comico Beppe Grillo non avrebbe ottenuto un consenso tale. Il successo di Grillo dimostra che siamo più alla disperazione che alla reazione.

Comunque vada, per l'Italia e gli italiani il percorso da fare in questa notte buia è ancora molto lungo, l'alba è ancora lontana dal divenire radiosa. 



Alex Cioni

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