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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

Al peggio non c'é mai fine

  LA CRISI CORRE PIU' VELOCE DELLA POLITICA

La crisi non aspetta i tempi della politica, tanto meno quelli di un Bersani che si è infilato nella rincorsa ai grillini, scegliendo così di mandare a sbattere il Paese. 
Perché si moltiplicano i segnali di allarme di un’economia reale - famiglie e imprese - che chiede interventi rapidi su quei temi che il Pdl vuole siano affrontati subito nel nuovo parlamento: tasse, redditi, occupazione.
Gennaio ha aperto il nuovo anno con un consistente calo dei consumi (-2,4% su base annua) che sono tornati ai livelli del 2004. Quel che è peggio, Confcommercio vede un futuro ancora più nero, un 2013 molto difficile (altrochè ripresina!), come confermano i dati sugli ordinativi dell’industria in febbraio. 
Cassa integrazione in crescita, indici di fiducia crollati ai minimi, un calo mai visto dei consumi elettrici (-8%) che testimonia dell’abisso in cui si è andato a infilare il sistema produttivo, sono altri elementi che inducono al pessimismo.
Confesercenti, l’organizzazione del commercio tradizionalmente più vicina alla sinistra, è la più dura nel chiedere alla politica di fare presto e traccia un quadro delle cose da fare che è sostanzialmente sovrapponibile a quello del centrodestra, con un forte abbattimento della pressione fiscale su imprese (Irap) e famiglie (Irpef), tagli selettivi alla spesa, nessuno spazio all’aumento dell’Iva. Il presidente di Confesercenti dice alle forze politiche che “non si può più tergiversare, il paese non ne può più, occorre una svolta”.
Tra le cose da fare subito non indica la legge sul conflitto di interessi né una nuova legge anti-corruzione, ma meno tasse, più liquidità alle imprese, più tagli alla spesa pubblica. Un messaggio inascoltato da Bersani che dimostra di non aver , orecchie per ascoltare la voce del Paese.

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