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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Al peggio non c'é mai fine

  LA CRISI CORRE PIU' VELOCE DELLA POLITICA

La crisi non aspetta i tempi della politica, tanto meno quelli di un Bersani che si è infilato nella rincorsa ai grillini, scegliendo così di mandare a sbattere il Paese. 
Perché si moltiplicano i segnali di allarme di un’economia reale - famiglie e imprese - che chiede interventi rapidi su quei temi che il Pdl vuole siano affrontati subito nel nuovo parlamento: tasse, redditi, occupazione.
Gennaio ha aperto il nuovo anno con un consistente calo dei consumi (-2,4% su base annua) che sono tornati ai livelli del 2004. Quel che è peggio, Confcommercio vede un futuro ancora più nero, un 2013 molto difficile (altrochè ripresina!), come confermano i dati sugli ordinativi dell’industria in febbraio. 
Cassa integrazione in crescita, indici di fiducia crollati ai minimi, un calo mai visto dei consumi elettrici (-8%) che testimonia dell’abisso in cui si è andato a infilare il sistema produttivo, sono altri elementi che inducono al pessimismo.
Confesercenti, l’organizzazione del commercio tradizionalmente più vicina alla sinistra, è la più dura nel chiedere alla politica di fare presto e traccia un quadro delle cose da fare che è sostanzialmente sovrapponibile a quello del centrodestra, con un forte abbattimento della pressione fiscale su imprese (Irap) e famiglie (Irpef), tagli selettivi alla spesa, nessuno spazio all’aumento dell’Iva. Il presidente di Confesercenti dice alle forze politiche che “non si può più tergiversare, il paese non ne può più, occorre una svolta”.
Tra le cose da fare subito non indica la legge sul conflitto di interessi né una nuova legge anti-corruzione, ma meno tasse, più liquidità alle imprese, più tagli alla spesa pubblica. Un messaggio inascoltato da Bersani che dimostra di non aver , orecchie per ascoltare la voce del Paese.

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