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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Il Governo della miseria tira dritto

CRISI,NON E' UNA MANOVRA E' UNA STANGATA
L'altro ieri Mario Monti l'ha ammesso: "Abbiamo preso misure brutali, non abbiamo usato il bisturi fine". 
Ci voleva tanto? Perché, per giorni, dopo la presentazione della Legge di stabilità che a fronte di pochi spiccioli che rimette in una tasca ai contribuenti, ne toglie molti di più dall'altra tasca, era stato detto tutto il contrario? "Non è un'altra manovra, non ne abbiamo bisogno, si tratta di misure di riequilibrio fiscale" era il ritornello dei ministri. Ma gli italiani non sono scemi, sono bastati pochi minuti per capire che tra aumento dell'Iva e tagli retroattivi a deduzioni e detrazioni fiscali, i conti delle famiglie ne sarebbero usciti di nuovo massacrati. 
E la già scarsa fiducia tra cittadino e fisco sempre più compromessa, ad opera di un sistema che sempre più da Stato di polizia tributaria.
Nell'ansia di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 per compiacere Angela Merkel (nessun altro paese europeo si è dato questo obiettivo), i tecnici hanno già sbagliato le previsioni sugli effetti recessivi dei tagli dei mesi scorsi. Ora ecco l'"aggiustamento": un'altra spazzolata di tasse. Noi lo abbiamo detto subito. 
E la bloccheremo in Parlamento: i tagli alle detrazioni fiscali non possono essere retroattivi, c'è uno Statuto del contribuente (legge dello Stato) che lo vieta, e c'è soprattutto l'etica e il buon senso. 
Quindi impediremo l'aumento dell'Iva di luglio, e niente retroattività al 2012 perché su mutui e rette scolastiche le famiglie hanno già fatto i conti. 
Ed anche il ministro Vittorio Grilli la smetta di giocare con le parole: "Quello dell'Iva non è un aumento, è una riduzione perché avrebbe dovuto aumentare di due punti". Ma per favore!
E la piantino di mettersi al petto medaglie: se lo spread scende (ma siamo ancora ben oltre i livelli dei nostri governi) vanno ringraziati gli italiani che si sacrificano e comprano Btp. Ed il centrodestra, che fin dall'inizio ha evitato guai peggiori sulle tasse - ricordate quando Monti voleva fin da subito aumentare l'Irpef, e fu Alfano a bloccarlo? - mentre la sinistra ha già pronta la patrimoniale e organizza scioperi buoni solo per la Cgil.

Il Mattinale

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