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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Il Governo spegne le luci


NIENTE CONSUMI, NESSUNO INVESTE. AZIENDE A TERRA, IL GOVERNO SPEGNE LE LUCI
Cosa sta succedendo nel nostro Paese? Mentre il Governo dei tecnici decide di spegnere le luci degli uffici e la pubblica illuminazione, piovono cattive notizie a catena. 
La Fiat non viene più considerata una casa automobilistica prestigiosa, tanto che l'agenzia Moody's la declassa. 
Era già in una brutta categoria la nostra azienda leader, ma l'indice di fiducia B2  e' stato portato di colpo a B3.
E non vanno meglio le attività estere della Fiat se la finanziaria del Nord America e quella del Canada vengono ridotte anche esse al grado B3. Un vero disastro. 
Anche perché l'agenzia Moody's considera negativa la tendenza delle vendite non soltanto in Italia ma anche sul mercato brasiliano che sembrava il più promettente per la Fiat e prevede addirittura un'ulteriore riduzione di liquidità fino al 2013.
Allo stesso tempo il Fondo Monetario Internazionale ci dice che gli investimenti dall'estero nel nostro Paese sono calati in un anno del 15 per cento, drenando miliardi di euro da un sistema produttivo già in crisi di asfissia per lo scarso credito bancario. 
È chiaro quel che sta accadendo: nonostante i bassi livelli dei prezzi, gli investitori stranieri non entrano su un mercato in preda all'incertezza e ad una crescente mancanza di fiducia nel futuro.
Intanto il potere d'acquisto delle famiglie crolla ai minimi dall'anno 2000, la propensione ovvero la voglia di risparmio si riduce ad appena otto euro su cento, quasi 50.000 persone nelle città sopratutto del Nord sono rimaste senza casa ponendo così gravissimi problemi di assistenza ai comuni di riferimento. 
I consumi oramai sono in caduta libera, le aziende registrano vendite e profitti degni di altre epoche, le piccole e medie imprese commerciali continuano a chiudere i battenti perché non ce la fanno a sopravvivere.
La ricetta dei professori almeno per il momento prevede conti rigorosamente in ordine e niente ricette precise per la crescita, il risparmio verrà dal taglio dell'illuminazione come negli anni della crisi petrolifera, nel lontano 1973.

Il Mattinale del 10.10.12

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