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​Schio, Bus Bar: servizio assente e controlli deboli. Interrogazione di Cioni (FdI) dopo segnalazioni e sopralluoghi

N elle ultime settimane sono emerse diverse criticità nella gestione del “Bus Bar” presso la stazione delle corriere di Schio in Piazzale Divisione Acqui, oggetto nel 2025 di una procedura pubblica per l’assegnazione in concessione dei locali, comprensiva anche del servizio di biglietteria per il trasporto pubblico locale e extraurbano di SVT. A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini e utenti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha effettuato un primo sopralluogo, riscontrando che il locale risultava aperto per modo di dire data la trascuratezza del locale e con l’esposizione di un avviso scritto a penna che segnalava la sospensione della vendita dei biglietti. Una circostanza che ha portato al deposito di un’interrogazione a risposta scritta al sindaco per chiarire lo stato del servizio e le eventuali responsabilità. Nella risposta trasmessa dagli uffici comunali, si evidenzia come l’Amministrazione non fosse a conoscenza delle motivazioni della sospensione ...

Il Governo spegne le luci


NIENTE CONSUMI, NESSUNO INVESTE. AZIENDE A TERRA, IL GOVERNO SPEGNE LE LUCI
Cosa sta succedendo nel nostro Paese? Mentre il Governo dei tecnici decide di spegnere le luci degli uffici e la pubblica illuminazione, piovono cattive notizie a catena. 
La Fiat non viene più considerata una casa automobilistica prestigiosa, tanto che l'agenzia Moody's la declassa. 
Era già in una brutta categoria la nostra azienda leader, ma l'indice di fiducia B2  e' stato portato di colpo a B3.
E non vanno meglio le attività estere della Fiat se la finanziaria del Nord America e quella del Canada vengono ridotte anche esse al grado B3. Un vero disastro. 
Anche perché l'agenzia Moody's considera negativa la tendenza delle vendite non soltanto in Italia ma anche sul mercato brasiliano che sembrava il più promettente per la Fiat e prevede addirittura un'ulteriore riduzione di liquidità fino al 2013.
Allo stesso tempo il Fondo Monetario Internazionale ci dice che gli investimenti dall'estero nel nostro Paese sono calati in un anno del 15 per cento, drenando miliardi di euro da un sistema produttivo già in crisi di asfissia per lo scarso credito bancario. 
È chiaro quel che sta accadendo: nonostante i bassi livelli dei prezzi, gli investitori stranieri non entrano su un mercato in preda all'incertezza e ad una crescente mancanza di fiducia nel futuro.
Intanto il potere d'acquisto delle famiglie crolla ai minimi dall'anno 2000, la propensione ovvero la voglia di risparmio si riduce ad appena otto euro su cento, quasi 50.000 persone nelle città sopratutto del Nord sono rimaste senza casa ponendo così gravissimi problemi di assistenza ai comuni di riferimento. 
I consumi oramai sono in caduta libera, le aziende registrano vendite e profitti degni di altre epoche, le piccole e medie imprese commerciali continuano a chiudere i battenti perché non ce la fanno a sopravvivere.
La ricetta dei professori almeno per il momento prevede conti rigorosamente in ordine e niente ricette precise per la crescita, il risparmio verrà dal taglio dell'illuminazione come negli anni della crisi petrolifera, nel lontano 1973.

Il Mattinale del 10.10.12

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