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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

SCHIO, DA VENT'ANNI SENZA CERTIFICATO ANTINCENDIO: ARCHIVIO STORICO LANEROSSI TRA RISCHI E RESPONSABILITÀ

Nel prossimo Consiglio Comunale del 25 novembre, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia porterà in discussione la delicata situazione dell’Archivio Storico Lanerossi custodito presso l’ex assortissaggio lane, un capannone industriale degli anni ’60. (clicca qui) 

Il patrimonio è vigilato dal 1972, quando venne dichiarato dalla Soprintendenza di notevole interesse storicoNonostante la straordinaria importanza dell'archivio, che rappresenta un unicum in Italia, l'immobile, all’interno del quale si trova tutta la documentazione, non dispone del certificato di prevenzione incendi (CPI), obbligatorio per legge e indispensabile per garantire la sicurezza di una struttura di tale rilevanza. 

“Questa grave mancanza – afferma Alex Cioni, consigliere comunale e presidente della Prima Commissione – Patrimonio – ricade sulle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi vent’anni, colpevoli di aver scelto di non intervenire affidandosi pericolosamente alla sorte. È inaccettabile che un patrimonio così prezioso sia stato lasciato in queste condizioni di rischio”.

Il problema è emerso un anno fa a seguito di un sopralluogo della Prima Commissione - patrimonio guidata da Alex Cioni, il quale ha poi proceduto chiedendo delucidazioni alla Soprintendenza e agli uffici comunali costringendo la giunta ad affidare ad uno studio professionale la progettazione degli interventi previsti per l’ottenimento del CPI. 
Tuttavia, lo stanziamento di 150 mila euro previsto, peraltro solo nel 2027, potrebbe non essere sufficiente a coprire tutti gli interventi necessari, considerando che l’immobile è solo parzialmente di proprietà comunale e che, al momento, non è chiaro quali interventi siano effettivamente richiesti su un vecchio edificio situato in un’area recentemente acquisita da Marcello Cestaro, patron del gruppo Unicomm, che ha manifestato l’intenzione di riqualificarla completamente.

Fratelli d’Italia auspica di ottenere dal Sindaco risposte chiare:

  1. Perché in vent’anni non si è provveduto a mettere in sicurezza l’archivio?
  2. Quali interventi sono previsti per il rilascio del CPI, e quali sono stati gli esiti della verifica dei Vigili del Fuoco?
  3. Con la riqualificazione dell’area ex Lanerossi acquistata da privati, si intende valutare la demolizione del capannone per migliorare il decoro della zona?
  4. Alla scadenza del contratto di comodato nel 2028, è opportuno considerare la restituzione dell’archivio ai legittimi proprietari, che avrebbero l’obbligo di conservarlo sotto la supervisione della Soprintendenza?

"È necessario un dibattito serio e trasparente sul futuro dell’archivio - ha concluso Munari. Non possiamo continuare a tenerci in carico un bene del genere di proprietà della Marzotto in maniera approssimativa, ignorando rischi e responsabilità. Se il Comune non può garantire le risorse e le condizioni adeguate, è giusto valutare altre soluzioni, tra cui la restituzione ai proprietari del materiale prima dello scadere del comodato d'uso, dal momento che, sotto la scrupolosa supervisione della Soprintendenza, dovranno comunque mantenerlo secondo la normativa di legge".

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