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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Integralismo e arruolamento: se il vicino di casa è dell'Isis

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Ricordiamoci che il nord est è già stato terreno di inchieste sui cosiddetti "foreign fighters", immigrati o cittadini europei reclutati per combattere in Siria per conto dei jihadisti dello Stato islamico. 
Il Veneto si scopre altresì come zona di passaggio dei terroristi islamici attraverso la fitta rete di centri culturali islamici presenti nel territorio, molti dei quali fuori dal controllo delle Forze dell'Ordine quindi senza possibilità di sapere se tra queste comunità ci siano elementi pericolosi e contigui alle organizzazioni terroristiche. Di certo c'è che non bisogna criminalizzare tutto il mondo mussulmano se non si vuole regalare simpatizzanti alle frange estreme e integraliste ma è altresì importante porre delle condizioni culturali a queste comunità che rappresentano spesso delle isole extraterritoriali all'interno dello Stato italiano. 
La libertà di professare il proprio credo religioso è un principio sacrosanto ma non può essere un dogma se in pericolo c'è la nostra sicurezza. Nel frattempo, se l'Italia avesse costruito rafforzando il suo ruolo nel Mediterraneo che, tra le altre cose gli spetterebbe di diritto, i regimi laici, sociali e nazionali arabi avrebbero potuto avere sorti diverse da quelle che hanno avuto.

Oggi paghiamo scelte errate dell'Occidente, così come fu sbagliato assecondare le mire indipendentiste del Kossovo, Stato narcotrafficante e crocevia del più pericoloso integralismo islamico. Crocevia che rappresenta uno degli avamposti verso l’Occidente e si basano su rapporti commerciali – leciti ed illeciti. Tra coloro che le compongono, ruolo preminente hanno i combattenti musulmani che hanno servito nei conflitti balcanici degli anni'90. Ogni ex combattente è potenzialmente un terrorista pronto a portare la propria azione nel cuore dell’Europa. Tra i numerosi fondamentalisti islamici stranieri che abitano la regione si annidano anche i cosiddetti dormienti, impegnati in attività diverse, ma pronti a riprendere le armi. Anche i civili sono spesso coinvolti. Molte Ong islamiche, sotto la falsa copertura di organizzazioni umanitarie, posso nascondere ben altri interessi. Insomma, come diciamo a Vicenza a sémo in man dela poja!.


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