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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Per la ministra congolese l'Italia è il paese di Cuccagna

LA CITTADINANZA ITALIANA NON PUO' ESSERE FIGLIA DI UN SEMPLICE AUTOMATISMO 

Quando il cittadino accetta che chiunque gli capiti in casa, da qualunque parte venga, possa acquisirvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine: così muore la democrazia, per abuso di se stessa e, prima che nel sangue, nel ridicolo. (Platone)

Cecile Kyenge, la ministra all'Integrazione
Ciclicamente torna in voga il dibattito relativo alla cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia e come sempre il tema non viene affrontato sulla base delle reali esigenze dei cittadini stranieri ma secondo inclinazioni ideologiche che poco hanno a che vedere con gli autentici bisogni degli stessi immigrati. 
In effetti, siamo al cospetto di un falso problema, perché gli immigrati che lavorano nel nostro Paese godono delle medesime  tutele sociali e dei medesimi diritti civili di un cittadino indigeno. 
Per quanto riguarda i diritti politici le normative europee consentono ai cittadini stranieri-comunitari residenti in Italia di votare alle elezioni comunali e alle elezioni europee.

Detto questo, a mio avviso è sacrosanto ribadire il concetto che il diritto di cittadinanza è una questione congiunta all’identità intrinseca nei costumi e nelle tradizioni di un popolo. 
Chi non comprende questa riflessione elementare è come se sostenesse che la cittadinanza di un Paese africano, piuttosto che del sud-est asiatico, ha meno valore di quella italiana. Bisogna dire che la sinistra ha proprio uno strano modo di rispettare le specificità e le identità dei popoli. Ma tant’è!

Per piddini e compagni la concessione della cittadinanza attraverso il principio dello “ius soli” è una questione di civiltà, anche se le vere motivazioni temo siano molto più ciniche e speculari di quanto facciano credere.

Tuttavia con gli arcinoti problemi che l’Italia e la sua classe politica si trovano a dover affrontare, credo siano altre le priorità da affrontare; e poi bisogna smetterla con la caccia alle streghe per chi la pensa diversamente, perché non esiste nessuna discriminazione nel pretendere che l’ottenimento della cittadinanza sia il compimento di un articolato percorso di  integrazione e di adesione ai valori della Repubblica italiana e non un automatismo connesso alla nascita.


Alex Cioni

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