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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

Se son rose fioriranno

LA NOSTRA AGENDA PER LA CRESCITA: MENO TASSE E MENO BUROCRAZIA
 
Fatto il governo, non c'è più tempo da perdere per dare risposte al malessere sociale che ieri è sfociato nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi. 
La prima priorità del nuovo esecutivo riguarda l'inversione di rotta sul piano economico, abbandonando l'austerity imposta dalla Germania e diminuendo la pressione fiscale. E se si parla di fisco, deve essere subito azzerata l'Imu sulla prima casa, come promesso da Berlusconi in campagna elettorale. Questa tassa deve saltare quanto prima per far ripartire il mercato immobiliare e i consumi delle famiglie.

Il Pdl ha insistito perché nel programma di Letta rientrasse tra i primissimi punti la riduzione del carico fiscale che, con i tecnici al governo, ha raggiunto livelli insopportabili per i contribuenti. Proprio per questo il nuovo esecutivo non solo dovrà abolire l'Imu, ma anche scongiurare l'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, previsto a partire dal primo luglio, e i pesantissimi rincari per lo smaltimento dei rifiuti introdotti con la Tares. Senza considerare gli aumenti delle addizionali Irpef.

Non solo. Nella road map del nuovo ministro dell'economia Saccomanni, è diventata finalmente fondamentale la parola "crescita", dando sostegno "alle imprese e alle fasce più deboli della popolazione" attraverso "una ricomposizione del bilancio pubblico".
Ma oltre alla questione fiscale, i dossier aperti che aspettano risposte immediate sono gli ammortizzatori sociali e il rilancio dell'occupazione. 
Quella del lavoro è, infatti tra le emergenze che il governo dovrà affrontare con una disoccupazione in crescita, soprattutto tra i giovani, e il problema del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per l’intero 2013. La cig in deroga è coperta infatti solo fino a giugno. 
Secondo i sindacati circa mezzo milione di lavoratori, dopo aver perso il posto, rischia di restare anche senza sostegno al reddito. Servono insomma 1,5 miliardi di euro per poter garantire tutto il 2013 e chiudere l’ultima coda del 2012.

C'è poi il nodo degli esodati. Il ministro Fornero ha firmato il terzo decreto sui salvaguardati che riguarda 10.130 lavoratori, che si aggiungono alla prima tranche di 65mila e alla seconda di 55mila. In totale una platea di circa 130mila persone ma ne restano fuori ancora parecchie migliaia. Il numero esatto di soggetti interessati è, tuttavia, ancora sconosciuto così come l’ammontare delle risorse necessarie.

Questi sono i provvedimenti da attuare nelle prime settimane. 
Contestualmente, deve partire la Convenzione per le riforme che ha il compito di abolire il Senato e sostituirlo con una Camera delle autonomie, diminuire il numero dei deputati e trovare la quadra per una nuova legge elettorale. 
La Convenzione sarà composta da parlamentari e non parlamentari, e dovrebbe essere formalizzata attraverso una legge costituzionale. Proporrà il testo di riforma della Costituzione sul quale saranno poi le Camere a deliberare. Sarebbe quindi un organismo di indirizzo, separato dai partiti, al riparo dalle loro eventuali fibrillazioni, in grado di spronare le Camere nel processo di riforma.

Per accelerare i tempi di manovra, il testo di riforma dovrebbe essere votato dal Parlamento senza emendamenti. Finalmente si parte, anche se con due mesi di colpevole ritardo, e non certo per colpa nostra.

Il Mattinale

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