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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

E la Merkel gli dà il ben servito



NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI PER GLI ITALIANI L'EUROPA SARA' UN LIMBO NELLA PEGGIORE L'INFERNO
Il governo Monti era il beniamino dell'Europa e dei mercati.
Loro lo hanno imposto, loro gli hanno anche fatto da supporter elettorali.
Finché però è servito agli interessi della Germania e di Angela Merkel: adesso che il bocconiano è in scadenza, anzi è scaduto, l'Italia montiana viene trattata come una stracciona.
Ultimo esempio, il no alla sola ipotesi di rinviare di un anno il termine di rientro del deficit sotto al 3 per cento.
Rinvio già accordato alla Francia, alla Spagna e al Portogallo: eppure questi paesi hanno deficit rispettivamente del 3,7, del 6,7 e del 4,9; Spagna e Portogallo, poi, beneficiano degli aiuti dell'Unione europea e della Bce, aiuti che paghiamo anche noi.
L'Italia, con un deficit al 2,1 per cento che potrà salire al 2,9 con la restituzione dei debiti alle imprese, quindi sempre largamente inferiore alla media Ue, si vede sbattere la porta in faccia: niente rinvii, in quanto quelli di Parigi e Madrid "sono casi unici".

Ma non ci eravamo svenati per l'Europa? Non eravamo riusciti - parola di Monti - ad ottenere speciali deroghe in considerazione della recessione economica?
Ma non è stato ormai dimostrato che l'eccesso di rigore imposto dai tedeschi ottiene l'effetto opposto? E dunque che cosa porta a casa Monti? Nulla. Zero. E il conto finale lo pagheremo noi. Come sempre.

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