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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

E la Merkel gli dà il ben servito



NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI PER GLI ITALIANI L'EUROPA SARA' UN LIMBO NELLA PEGGIORE L'INFERNO
Il governo Monti era il beniamino dell'Europa e dei mercati.
Loro lo hanno imposto, loro gli hanno anche fatto da supporter elettorali.
Finché però è servito agli interessi della Germania e di Angela Merkel: adesso che il bocconiano è in scadenza, anzi è scaduto, l'Italia montiana viene trattata come una stracciona.
Ultimo esempio, il no alla sola ipotesi di rinviare di un anno il termine di rientro del deficit sotto al 3 per cento.
Rinvio già accordato alla Francia, alla Spagna e al Portogallo: eppure questi paesi hanno deficit rispettivamente del 3,7, del 6,7 e del 4,9; Spagna e Portogallo, poi, beneficiano degli aiuti dell'Unione europea e della Bce, aiuti che paghiamo anche noi.
L'Italia, con un deficit al 2,1 per cento che potrà salire al 2,9 con la restituzione dei debiti alle imprese, quindi sempre largamente inferiore alla media Ue, si vede sbattere la porta in faccia: niente rinvii, in quanto quelli di Parigi e Madrid "sono casi unici".

Ma non ci eravamo svenati per l'Europa? Non eravamo riusciti - parola di Monti - ad ottenere speciali deroghe in considerazione della recessione economica?
Ma non è stato ormai dimostrato che l'eccesso di rigore imposto dai tedeschi ottiene l'effetto opposto? E dunque che cosa porta a casa Monti? Nulla. Zero. E il conto finale lo pagheremo noi. Come sempre.

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