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Schio. Quale futuro per la Palestra Marconi e per l'Emporio solidale "Il Cedro. FdI interroga la Giunta

I l gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, a firma del capogruppo Alex Cioni e del consigliere Gianmario Munari, ha depositato due interrogazioni per fare chiarezza sul futuro della palestra dell’ex scuola Marconi e sull’Emporio Solidale “Il Cedro”, alla luce delle recenti dichiarazioni dell’assessore ai lavori pubblici Michele Lain, secondo cui l’emporio non tornerà negli spazi originari dell’edificio. Il progetto “Il Cedro”, promosso dall’associazione “Da Spreco a Risorsa OdV” con il sostegno del Comune e della OTB Foundation, è attivo dalla primavera 2022 e consente ai beneficiari, individuati dai servizi sociali, di accedere gratuitamente a beni di prima necessità, anche attraverso il recupero di eccedenze alimentari. A seguito dell’avvio del cantiere di riqualificazione dell’edificio con i fondi del PNRR, l’attività è stata temporaneamente trasferita nella palestra adiacente. La prima interrogazione riguarda proprio la palestra dell’ex Marconi. Con l’impianto di Giavenale tutto...

Stadio di via Riboli, Cioni (FdI): “Chiarezza su ritardi e costi dello smaltimento”

A seguito di ulteriori segnalazioni e lamentele da parte di cittadini e società sportive, il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha depositato una domanda di attualità sullo stato dei lavori presso lo stadio di atletica di via Riboli, dopo l'interrogazione presentata l'ottobre scorso. (clicca qui)
Ad oggi non risultano lavorazioni operative in corso, gli interventi sui sottoservizi appaiono incompleti e permangono cumuli di materiale derivante dagli scavi depositati sul prato interno alla pista” – spiega il consigliere. “Eppure a fine gennaio l’assessore Maculan aveva affermato che si trattava solo di attendere lo stabilizzarsi della temperatura per procedere alla posa del manto, che richiede almeno 18 gradi costanti. Ma il problema non sembrerebbe essere solo quello”.

Particolare attenzione viene posta alla vicenda dello smaltimento del terreno di riporto, questione che aveva di fatto bloccato il cantiere lo scorso autunno.
“Nei mesi scorsi l’impresa aveva richiesto ulteriori somme rispetto ai 60 mila euro previsti dal capitolato, arrivando a 240 mila euro. Il Comune – sottolinea Cioni – aveva dichiarato che le proprie analisi escludevano la presenza di inquinanti tali da giustificare extracosti. Oggi chiediamo di sapere se lo smaltimento sia avvenuto interamente a carico dell’impresa, come previsto dal contratto, oppure se siano state riconosciute somme aggiuntive. I cittadini hanno diritto di sapere a che punto siamo con i lavori, quali sono i tempi reali di conclusione e se vi siano stati costi ulteriori a carico della collettività”.

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