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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

Cioni (FdI): “Le parole di Orsi confermano i limiti strutturali del civismo e il fallimento del progetto”

Il capogruppo di Fratelli d'Italia Schio-Val Leogra Alex Cioni interviene a margine delle dichiarazioni di Valter Orsi, tornato a parlare dopo settimane di silenzio. “Ho letto con attenzione le parole di Orsi e, al di là dei toni concilianti, emergono alcune evidenti contraddizioni che meritano una riflessione politica seria.
Se da un lato si sostiene che non vi sia alcuna crisi politica e che la maggioranza sia solida, dall’altro si parla di mancanza di dialogo, di scarsa condivisione, di metodo smarrito e di un progetto che di fatto si chiude. Se questa non è una crisi, è quantomeno la certificazione di un modello che non ha retto alla prova del tempo” – osserva Cioni.
“Per anni il civismo è stato presentato come alternativa ai partiti, capace di governare senza condizionamenti e senza appartenenze. Ciò che invece emerge, è che senza una struttura politica dai contorni definiti, senza un confronto organizzato e senza una leadership riconosciuta, le fragilità vengono inevitabilmente a galla e non possono essere liquidate come semplici differenze di vedute”.
“Sostenere che il sogno civico finisca con una persona significa riconoscere che quel progetto non aveva basi politiche solide ma si reggeva su un equilibrio personale. Questo – precisa il capogruppo di FdI – non è un giudizio sull’uomo, ma una valutazione oggettiva sul modello”.
L’esponente di FdI concorda con Orsi quando dice che essere civici non significa negare il dialogo con i partiti ma proprio qui sta per Cioni il nodo politico della questione.


“Per costruire un dialogo costruttivo occorre essere franchi e definire con chiarezza priorità, alleanze e perimetro di azione. Diversamente si rischia di apparire come chi vuole mantenere una posizione ambigua per non assumersi mai pienamente la responsabilità delle proprie scelte. Nessuno è disponibile a farsi utilizzare come semplice strumento di convenienza, il che vale per le persone come per i partiti politici. Schio, per la sua storia e dimensione e per ciò che pesa in termini di distretto produttivo, dovrebbe essere punto di riferimento per l’Alto Vicentino, ma per esserlo serve una direzione, serve stabilità e una classe dirigente strutturata”.
Cioni replica a Orsi anche sulla vicenda AVA le cui parole aggiungono un ulteriore elemento di riflessione. “Ammettere che l’ipotesi di recesso sia partita da lui e che doveva essere in sostanza uno strumento di pressione politica può anche rientrare nella normale dialettica istituzionale. È una valutazione che si può discutere, ma che almeno aveva una logica tattica. Ben diverso è il percorso che si è poi concretizzato con Marigo, Maculan e Vantin. Sono arrivati al recesso senza una base giuridica solida e senza una motivazione fondata su un chiaro e documentato interesse pubblico, facendo in sostanza un salto nel vuoto. E su un tema così delicato, l’improvvisazione non è ammissibile. Se si è arrivati a una decisione di questo peso in modo così fragile, significa che dentro la maggioranza è mancata una guida e una competenza adeguata nella gestione del dossier. C’è poco da fare, su AVA, come su altri dossier strategici, la città ha pagato e paga l’assenza di una linea politica strutturata”.

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