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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

IPAB “LA CASA”, FDI: «NON BASTANO I MATTONI PER L’ALZHEIMER. SERVE UN NUOVO MODELLO E UN CDA CHE ESERCITI IL SUO RUOLO SENZA FARE IL PASSACARTE


La gestione dell’IPAB “La Casa” è stata al centro dei lavori della quarta commissione consiliare Servizi Sociali e Sanitari, riunitasi nei giorni scorsi su richiesta del consigliere comunale Gianmario Munari di Fratelli d’Italia a seguito di alcune segnalazioni pervenute dal personale interno. All’incontro hanno partecipato il presidente Giuseppe Sola, il direttore Marco Peruffo e il sindaco di Schio Cristina Marigo, in qualità di assessore ai Servizi Sociali.

Il nodo del personale e la "trappola" del minutaggio

Ad aprire il confronto è stato il consigliere Munari, che ha posto una serie di questioni partendo proprio dalle segnalazioni ricevute dai lavoratori. In particolare, sono stati chiesti chiarimenti sulle condizioni organizzative, sui carichi di lavoro, sulle difficoltà operative quotidiane e sulla sostenibilità complessiva dell’attuale modello gestionale, con un focus specifico sul progetto della nuova Casa Alzheimer. Munari ha precisato che l’intento della commissione non era quello di alimentare polemiche o mettere sotto accusa la dirigenza, ma di verificare se esistano criticità strutturali che, se non affrontate per tempo, rischiano di riflettersi sia sulla qualità dell’assistenza agli ospiti sia sul benessere del personale. 

Nel corso della replica, il presidente Giuseppe Sola e il direttore Marco Peruffo hanno descritto una situazione che, a loro avviso, rimane sotto controllo, riconducendo le tensioni segnalate a un quadro generale di cronica carenza di personale che interessa l’intero settore socio-sanitario. La dirigenza ha ribadito l’impegno dell’ente nel garantire la continuità e la qualità dei servizi, sottolineando le difficoltà oggettive di reperimento delle figure professionali necessarie. Tuttavia, il quadro delineato dalla dirigenza non coincide pienamente con quanto emerge dalle segnalazioni raccolte dai consiglieri di FdI tra i lavoratori, che restituiscono l’immagine di un clima interno più complesso e meno sereno.

“La costante attivazione dei piani di emergenza è diventata la norma e non l'eccezione – spiega Munari. Questa rincorsa continua all'emergenza finisce per scontrarsi con la rigidità della politica del minutaggio che calcola l’assistenza in minuti contati e trasforma il lavoro di cura in una frustrante corsa contro il tempo. Quando il personale è costretto a correre tra un ospite e l’altro, a risentirne non è solo il lavoratore, ma la dignità stessa della relazione di cura, che viene inevitabilmente impoverita”.

I dubbi sui 6 milioni della Casa Alzheimer

Il dibattito si è poi spostato sul progetto della nuova Casa Alzheimer, un investimento da circa 6 milioni di euro per la riconversione di un ex asilo Bambi. A margine della riunione, il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni presente in commissione ha spiegato che “il confronto è stato utile perché ha messo in evidenza il divario tra la visione gestionale e il vissuto quotidiano di chi opera nei reparti. Nessuno mette in discussione l’impegno dell’ente, ma quando si parla di Alzheimer e di assistenza agli anziani fragili non basta garantire la sopravvivenza del servizio, serve qualità, stabilità e valorizzazione del personale. La rincorsa continua all’emergenza rischia di impoverire la relazione di cura, che è l’elemento centrale di questi servizi”.

Secondo Cioni, proprio alla luce della carenza strutturale di personale – criticità ammessa dalla dirigenza e certificata a livello regionale – è doveroso interrogarsi sull’efficacia di una risposta basata esclusivamente sull’aumento dei posti letto, come nel caso del progetto di riconversione dell’ex asilo in "Casa Alzheimer" da 6 milioni di euro. “La difficoltà a reperire professionisti della cura è destinata ad acutizzarsi – sottolinea l’esponente di FdI – perciò la soluzione non può essere solo edilizia. È emblematico, d'altronde, che servizi voluti in passato come l'ambulatorio infermieristico e il servizio riabilitativo aperti alla cittadinanza siano oggi tristemente defunti, nonostante la segnaletica all'ingresso sia ancora lì in bella mostra. Ai nuovi mattoni vanno affiancati modelli alternativi come i centri diurni per non autosufficienti e gli appartamenti protetti. Bisogna potenziare l'assistenza domiciliare per dare risposte concrete a quella 'terra di mezzo' oggi invisibile al sistema. Penso alle famiglie con anziani non più autosufficienti, ma non ancora abbastanza gravi per scalare liste d'attesa infinite. Per loro servono servizi di prossimità che supportino i caregiver, evitando il trauma di un'istituzionalizzazione forzata”.

Tenuto conto quindi di uno scenario complicato, la scadenza a maggio del cda de La Casa diviene per Fratelli d’Italia decisivo il tema della governance.

“Il futuro de La Casa richiede una programmazione lungimirante che superi i vecchi modelli residenziali – concludono Cioni e Munari – perché la sfida della fragilità si vince mettendo al centro le persone e il valore del loro tempo, non solo i metri quadri delle strutture. Con il rinnovo del CdA alle porte, ribadiamo che chi sarà nominato dal Consiglio Comunale dovrà esercitare una vera funzione di indirizzo e controllo, senza limitarsi a fare il passacarte della dirigenza, anche in virtù dell'indennizzo percepito per ricoprire tale ruolo. Il nostro compito sarà quindi di vigilare affinché le segnalazioni dei lavoratori non restino inascoltate e affinché la prossima amministrazione dell'ente sia protagonista di una reale innovazione dei servizi”.

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