Si è concluso con un vero e proprio “muro di gomma” da parte della maggioranza il dibattito in Consiglio Comunale
(clicca qui) sulla mozione presentata da Fratelli d’Italia per fare chiarezza sulla gestione del Centro Sociale Arcadia. Nonostante i recenti fatti di cronaca e le condanne penali a carico degli attivisti, la Giunta ha respinto la richiesta di apertura di un’istruttoria amministrativa, rifugiandosi in un silenzio imbarazzante rotto solo da cavilli tecnici e ambiguità politiche.
L’Assessore Gianesini, intervenuto per la maggioranza, ha tentato di sminuire il ruolo dell’amministrazione affermando che "la Giunta non ha compiti investigativi" e che spetterebbe alla minoranza segnalare eventuali irregolarità. Una posizione che Fratelli d'Italia definisce una totale abdicazione dal dovere di vigilanza.
“Siamo di fronte all’ennesima manifestazione di ipocrisia istituzionale di cui i civici ci hanno ben abituato in questi anni. Questa maggioranza si nasconde dietro a pareri legali parziali per non ammettere le proprie responsabilità” – ha spiegato il consigliere Gianmario Munari, ricordando alla Giunta il nocciolo della questione: “Si chiede l’apertura di un’istruttoria amministrativa, non di risolvere il contratto il giorno dopo. Confondere le due cose è un modo per evitare di affrontare il merito”.
In conclusione di un dibattito durato oltre un'ora, il capogruppo Alex Cioni ha smascherato l’incoerenza della maggioranza portando alla luce il caso di via Manin: "Sentirci dire dall'Assessore Gianesini che loro non sono investigatori e che dovremmo essere noi a segnalare gli illeciti è l'ammissione definitiva di una Giunta che ha deciso di fare il 'passacarte' per non disturbare certi ambienti. Da mesi raccogliamo informazioni su immobili privati in via Manin, presi in carico dall’associazione Agorà. Edifici che, in risposta alle nostre stesse interrogazioni, il Sindaco e gli uffici sanno essere inagibili".
"Eppure – incalza Cioni – in quegli immobili sono stati organizzati eventi aperti al pubblico e ampiamente pubblicizzati. La Giunta sa, i documenti sono già nei loro cassetti, ma ad oggi non è stata avviata alcuna verifica né comminata alcuna sanzione. Questa è la prova lampante dell’ipocrisia di un’amministrazione che tollera zone franche in città. Un atteggiamento che, per quanto ci riguarda, rasenta la connivenza. La prossima volta che si verificheranno problemi in piazza causati dai collettivi di Arcadia, il Sindaco ci faccia la cortesia di tacere, poiché non ha più alcun titolo per impartire lezioni di moralità o legalità."
Cioni ha poi ricordato le responsabilità storiche della maggioranza: "Sostenere che non ci siano gli estremi per risolvere il contratto è ridicolo, dato che la mozione chiedeva solo di verificare se permangano i presupposti della concessione. Queste complicanze giuridiche sono però la conseguenza di un bando confezionato su misura tre anni fa per assegnare il capannone di via Lago di Tovel a questi gruppi. Oggi vi rifiutate persino di verificare se il contratto venga rispettato, quando dovrebbe essere un vostro compito d’ufficio, non una discrezionalità. Prendiamo atto che la maggioranza ha scelto il collaborazionismo politico con l’antagonismo radicale"
Mentre il Sindaco e i consiglieri di maggioranza sono rimasti silenti, il dibattito ha visto posizioni nette dalle opposizioni di sinistra. Esponenti di Coalizione Civica, come Deon e Marconato, hanno difeso apertamente l’operato di Arcadia e "il presidio culturale e sociale" rappresentato dai giovani riuniti in questa luogo: una chiarezza di campo che Fratelli d'Italia definisce, pur non condivisa nel merito, "più onesta" rispetto all’ambiguità della maggioranza, limitatasi a condanne generiche della violenza "di ogni colore" per giustificare la propria inerzia.