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Fondazione Teatro Civico, FdI replica all'assessore Gianesini sulla nostra richiesta di chiarimenti all'Anac: “Il vero tema è la separazione tra chi governa e chi gestisce”

I n merito alla nota stampa dall’assessore Marco Gianesini sui chiarimenti richiesti un anno fa (clicca qui) dal nostro gruppo consiliare sulla sua nomina a presidente della Fondazione Teatro Civico, riteniamo necessario ristabilire alcuni punti fondamentali, evitando letture strumentali e ricostruzioni politicamente forzate. Innanzitutto è bene precisare che Fratelli d’Italia non ha presentato alcun “esposto” accusatorio, ma una richiesta di chiarimenti su una possibile situazione di inconferibilità o incompatibilità, pienamente legittima e doverosa nell’esercizio del ruolo di opposizione.  Il fatto che l’ANAC abbia aperto un procedimento formale, richiesto documentazione e svolto un’istruttoria articolata dimostra che la questione non era affatto infondata o pretestuosa. L’Autorità Nazionale Anticorruzione non ha affermato che il problema “non esiste”, ma ha concluso che allo stato attuale, in presenza di uno statuto modificato e di deleghe gestionali formalmente attribuite al ...

Richiedenti asilo a Schio, mozione di FdI respinta: “I numeri aumentano e il centro storico è sotto pressione”

Il Consiglio comunale di Schio ha respinto giovedì sera la mozione con cui Fratelli d’Italia chiedeva di rivedere l’adesione al progetto OASI–SAI e di sollecitare un’azione più incisiva verso la Prefettura per affrontare l’aumento di richiedenti asilo presenti in città. 
«Prendo atto della decisione dell’aula – afferma il capogruppo Alex Cioni – ma è necessario ristabilire alcuni punti, anche alla luce di dichiarazioni e ricostruzioni giornalistiche che rischiano di generare ulteriore confusione».

SAI e CAS: due sistemi diversi, con effetti diversi sulla città
In aula il sindaco ha illustrato solo la situazione del sistema SAI, nel quale Schio ospita oggi 16 persone. Un dato che FdI non contesta in quanto «la mozione – precisa Cioni – riguardava l’impatto complessivo dell’accoglienza sul territorio, e soprattutto il numero crescente di richiedenti asilo ospitati nei CAS, i centri straordinari gestiti dalla Prefettura tramite cooperative sociali».
Secondo i dati forniti dagli uffici comunali, oggi risultano 200 richiedenti asilo iscritti all’anagrafe comunale come ospiti dei CAS. Un numero in aumento rispetto agli anni precedenti. Cioni ricorda anche che una parte di queste persone può risultare irreperibile, ma rimanere iscritta all’anagrafe fino a dodici mesi come previsto dalla legge: «Un meccanismo che contribuisce comunque all’aumento complessivo delle presenze registrate».

Il criterio “1–2 per mille abitanti”: un limite oggi superato
La delibera di Giunta che rinnova l’adesione al SAI richiama il protocollo Prefettura–Comuni del 2015, che fissava come parametro di sostenibilità 1-2 richiedenti asilo ogni 1.000 abitanti. Per una città di 39.000 residenti, il limite sarebbe attorno alle 80 persone. «È evidente – sottolinea Cioni – che Schio supera oggi più del doppio questa soglia. Non per effetto del SAI, ma per l’elevata concentrazione di persone nei CAS. Ignorare questo dato significa ignorare ciò che accade concretamente in città».

Controlli sugli alloggi: il Comune può e deve esercitare le proprie competenze
In aula il sindaco ha sostenuto che il Comune può intervenire solo in presenza di segnalazioni circostanziate, e previo confronto con la Prefettura. Cioni ribatte che gli accertamenti anagrafici sono competenza piena del Comune; così i controlli su sovraffollamento, igiene e requisiti minimi rientrano nelle funzioni dell’Ufficio Tecnico e dell’ULSS. La Questura viene invece informata delle variazioni anagrafiche, non autorizza preventivamente i controlli. «Non parliamo di controlli “a tappeto” – aggiunge il consigliere di FdI– ma dell’esercizio ordinario di competenze che ogni amministrazione ha il dovere di attivare».

Schio non può diventare un polo di concentrazione
Per Fratelli d’Italia il nodo centrale rimane quindi la sproporzione tra Schio e gli altri Comuni dell’area nell’accoglienza dei CAS. Su questo punto Cioni insiste: «La crescente presenza, unita alla fragilità sociale di molti ospiti, produce effetti concreti nel centro storico: percezione di sicurezza, decoro, convivenza quotidiana. Non è propaganda ma è ciò che i residenti ci segnalano ogni giorno. La mozione mirava proprio ad aprire una discussione politica seria su un dato evidente, cioè l’eccessivo numero di richiedenti asilo collocati nei CAS e concentrati in pochi isolati del centro, come la mozione riportava in modo puntuale. Se il sindaco sceglie di non affrontare questi aspetti, rifugiandosi in motivazioni che non riteniamo convincenti, continueremo noi a tenere alta l’attenzione chiedendo una distribuzione più equilibrata da parte della Prefettura, controlli regolari sugli alloggi e sulle residenze dichiarate, e un’azione politica chiara per evitare ulteriori concentrazioni in città».


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