Passa ai contenuti principali

Articolo più recente

SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

Le manovre dell'ex sindaco di Schio non hanno alcuna attinenza con l'interesse della città e dei suoi cittadini. Per noi la coerenza non è un optional e la chiarezza è un dovere politico

Negli ultimi anni, molti “civici” si sono presentati come moralisti, pronti a impartire lezioni ai partiti - e in alcuni casi lo hanno fatto anche con ragione. Ma essere "civici" non significa detenere il monopolio dello spirito di servizio e della moralità.
A poche settimane dal voto regionale, prendiamo atto che con la scusa di “sostenere un amico”, qualcuno sembra aver cambiato compagnia più che idea.
Comprendiamo che oggi Fratelli d’Italia sia stabilmente al 30% e che Giorgia Meloni goda di un consenso stabile; non accadeva dai tempi della cosiddetta prima Repubblica.
Ma esiste una linea di confine tra il sostegno sincero e l’opportunismo politico.
Dichiararsi civico e, nello stesso tempo, affermare che “indirettamente si lavora per Fratelli d’Italia” è un esercizio di equilibrismo che può piacere ai tattici, ma dubitiamo possa ancora avere presa nei cittadini che chiedono trasparenza e serietà.
Di certo non aiuta a fare chiarezza e a lavorare a un progetto politico che porti il centro destra scledense nella condizione di essere competitivo alle prossime elezioni amministrative del 2029.
Chi vuole dare una mano è il benvenuto, ma non può pretendere di essere civico quando conviene e usare i partiti quando fa comodo.
Dopodiché, Orsi gioca la sua partita, funzionale a misurare quanta influenza riesca ancora ad esercitare sugli scledensi, non certo per mettersi al servizio di un progetto politico che archivi la piattaforma civica grazie alla quale ha vinto la sua sfida personale con i partiti senza però aver prodotto risultati degni di nota per la città.
Nardin dovrebbe invece essere un po’ più accorto nel prendere a riferimento personalità politiche che rappresentano la maggioranza al governo della città.
Ha ragione Nardin quando afferma che “bisogna andare oltre ai voti degli iscritti” - ed è ciò che già accade.
Tuttavia, con tutto il rispetto, facciamo fatica a prendere lezioni da chi è stato eletto Presidente della Provincia con i voti del centrosinistra, salvo poi scaricare quella compagine per passare con estrema disinvoltura dall’altra parte.
Non crediamo che essere civici significhi tenersi le mani libere per fare tutto e il suo contrario, che è quanto abbiamo visto qui a Schio negli ultimi anni.
Se dovesse concretizzarsi quanto auspicato dal presidente del Consiglio comunale Orsi - Se Andrea sarà eletto, mi metterò a disposizione per rappresentare quel mondo che mi ha sostenuto nelle varie tornate elettorali, portando istanze e lavorando ai progetti, non a nome di Fratelli d’Italia, ma come civico” - sarà legittimo chiedersi come uno scenario del genere possa conciliarsi con il nostro ruolo di rappresentanti dell’opposizione a Palazzo Garbin.
Se eletto, infatti, Nardin dovrebbe rispondere innanzitutto ai referenti del suo partito, contribuendo a rafforzarne la presenza e a costruire un’alternativa politica capace di mandare a casa un’amministrazione comunale inadeguata - della quale Orsi fa ancora parte - non certo puntellarla. E' forse chiedere troppo? 

consigliere comunale 

Articoli più letto dell'ultimo mese