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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Le manovre dell'ex sindaco di Schio non hanno alcuna attinenza con l'interesse della città e dei suoi cittadini. Per noi la coerenza non è un optional e la chiarezza è un dovere politico

Negli ultimi anni, molti “civici” si sono presentati come moralisti, pronti a impartire lezioni ai partiti - e in alcuni casi lo hanno fatto anche con ragione. Ma essere "civici" non significa detenere il monopolio dello spirito di servizio e della moralità.
A poche settimane dal voto regionale, prendiamo atto che con la scusa di “sostenere un amico”, qualcuno sembra aver cambiato compagnia più che idea.
Comprendiamo che oggi Fratelli d’Italia sia stabilmente al 30% e che Giorgia Meloni goda di un consenso stabile; non accadeva dai tempi della cosiddetta prima Repubblica.
Ma esiste una linea di confine tra il sostegno sincero e l’opportunismo politico.
Dichiararsi civico e, nello stesso tempo, affermare che “indirettamente si lavora per Fratelli d’Italia” è un esercizio di equilibrismo che può piacere ai tattici, ma dubitiamo possa ancora avere presa nei cittadini che chiedono trasparenza e serietà.
Di certo non aiuta a fare chiarezza e a lavorare a un progetto politico che porti il centro destra scledense nella condizione di essere competitivo alle prossime elezioni amministrative del 2029.
Chi vuole dare una mano è il benvenuto, ma non può pretendere di essere civico quando conviene e usare i partiti quando fa comodo.
Dopodiché, Orsi gioca la sua partita, funzionale a misurare quanta influenza riesca ancora ad esercitare sugli scledensi, non certo per mettersi al servizio di un progetto politico che archivi la piattaforma civica grazie alla quale ha vinto la sua sfida personale con i partiti senza però aver prodotto risultati degni di nota per la città.
Nardin dovrebbe invece essere un po’ più accorto nel prendere a riferimento personalità politiche che rappresentano la maggioranza al governo della città.
Ha ragione Nardin quando afferma che “bisogna andare oltre ai voti degli iscritti” - ed è ciò che già accade.
Tuttavia, con tutto il rispetto, facciamo fatica a prendere lezioni da chi è stato eletto Presidente della Provincia con i voti del centrosinistra, salvo poi scaricare quella compagine per passare con estrema disinvoltura dall’altra parte.
Non crediamo che essere civici significhi tenersi le mani libere per fare tutto e il suo contrario, che è quanto abbiamo visto qui a Schio negli ultimi anni.
Se dovesse concretizzarsi quanto auspicato dal presidente del Consiglio comunale Orsi - Se Andrea sarà eletto, mi metterò a disposizione per rappresentare quel mondo che mi ha sostenuto nelle varie tornate elettorali, portando istanze e lavorando ai progetti, non a nome di Fratelli d’Italia, ma come civico” - sarà legittimo chiedersi come uno scenario del genere possa conciliarsi con il nostro ruolo di rappresentanti dell’opposizione a Palazzo Garbin.
Se eletto, infatti, Nardin dovrebbe rispondere innanzitutto ai referenti del suo partito, contribuendo a rafforzarne la presenza e a costruire un’alternativa politica capace di mandare a casa un’amministrazione comunale inadeguata - della quale Orsi fa ancora parte - non certo puntellarla. E' forse chiedere troppo? 

consigliere comunale 

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