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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Le manovre dell'ex sindaco di Schio non hanno alcuna attinenza con l'interesse della città e dei suoi cittadini. Per noi la coerenza non è un optional e la chiarezza è un dovere politico

Negli ultimi anni, molti “civici” si sono presentati come moralisti, pronti a impartire lezioni ai partiti - e in alcuni casi lo hanno fatto anche con ragione. Ma essere "civici" non significa detenere il monopolio dello spirito di servizio e della moralità.
A poche settimane dal voto regionale, prendiamo atto che con la scusa di “sostenere un amico”, qualcuno sembra aver cambiato compagnia più che idea.
Comprendiamo che oggi Fratelli d’Italia sia stabilmente al 30% e che Giorgia Meloni goda di un consenso stabile; non accadeva dai tempi della cosiddetta prima Repubblica.
Ma esiste una linea di confine tra il sostegno sincero e l’opportunismo politico.
Dichiararsi civico e, nello stesso tempo, affermare che “indirettamente si lavora per Fratelli d’Italia” è un esercizio di equilibrismo che può piacere ai tattici, ma dubitiamo possa ancora avere presa nei cittadini che chiedono trasparenza e serietà.
Di certo non aiuta a fare chiarezza e a lavorare a un progetto politico che porti il centro destra scledense nella condizione di essere competitivo alle prossime elezioni amministrative del 2029.
Chi vuole dare una mano è il benvenuto, ma non può pretendere di essere civico quando conviene e usare i partiti quando fa comodo.
Dopodiché, Orsi gioca la sua partita, funzionale a misurare quanta influenza riesca ancora ad esercitare sugli scledensi, non certo per mettersi al servizio di un progetto politico che archivi la piattaforma civica grazie alla quale ha vinto la sua sfida personale con i partiti senza però aver prodotto risultati degni di nota per la città.
Nardin dovrebbe invece essere un po’ più accorto nel prendere a riferimento personalità politiche che rappresentano la maggioranza al governo della città.
Ha ragione Nardin quando afferma che “bisogna andare oltre ai voti degli iscritti” - ed è ciò che già accade.
Tuttavia, con tutto il rispetto, facciamo fatica a prendere lezioni da chi è stato eletto Presidente della Provincia con i voti del centrosinistra, salvo poi scaricare quella compagine per passare con estrema disinvoltura dall’altra parte.
Non crediamo che essere civici significhi tenersi le mani libere per fare tutto e il suo contrario, che è quanto abbiamo visto qui a Schio negli ultimi anni.
Se dovesse concretizzarsi quanto auspicato dal presidente del Consiglio comunale Orsi - Se Andrea sarà eletto, mi metterò a disposizione per rappresentare quel mondo che mi ha sostenuto nelle varie tornate elettorali, portando istanze e lavorando ai progetti, non a nome di Fratelli d’Italia, ma come civico” - sarà legittimo chiedersi come uno scenario del genere possa conciliarsi con il nostro ruolo di rappresentanti dell’opposizione a Palazzo Garbin.
Se eletto, infatti, Nardin dovrebbe rispondere innanzitutto ai referenti del suo partito, contribuendo a rafforzarne la presenza e a costruire un’alternativa politica capace di mandare a casa un’amministrazione comunale inadeguata - della quale Orsi fa ancora parte - non certo puntellarla. E' forse chiedere troppo? 

consigliere comunale 

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