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Provincia, Cioni: “La Provincia è già la casa dei Comuni, ma non diventi la casa politica di Possamai e Finco”

L a partita per il rinnovo della Provincia di Vicenza entra in una nuova fase. A intervenire è il dirigente provinciale e capogruppo scledense di Fratelli d’Italia Alex Cioni, che prende posizione sulla “Casa dei Comuni” e sull’asse Possamai-Finco, rilanciando una distinzione netta tra il principio di una Provincia al servizio dei Comuni e l’operazione politica costruita attorno a quel progetto. Cioni interviene anche sulle recenti dichiarazioni dell’ex sindaco di Schio Valter Orsi, ma sposta il confronto dal tema degli schieramenti a quello delle priorità e del progetto per il futuro della Provincia. L’esponente di FdI sostiene che la sostanza della scelta del partito non riguarda tanto l’idea della Casa dei Comuni in sé, “quanto quello che rischia di diventare per come è ripartito il progetto”.  “Serve una distinzione chiara – spiega Cioni – che altrimenti rischia di essere volutamente sfumata nel dibattito di questi giorni. Una cosa è la Provincia intesa come “Casa dei Comuni”, ...

Difficoltà nell'integrazione, migranti fanno i bagagli


VALDAGNO, COOPERATIVA TRASFERISCE I SEDICENTI PROFUGHI: IMPOSSIBILE INTEGRARLI. PRIMANOI, L'INTEGRAZIONE NON E' UN PERCORSO PERSEGUIBILE SE NON CI SONO I REQUISITI MINIMI PER RIMANERE IN ITALIA

La cooperativa Maninpasta che gestisce un gruppo di richiedenti asilo a Novale di Valdagno, lamenta una presunta ostilità dei valdagnesi per la mancata integrazione dei soggetti provenienti dal centro Africa, il che li ha convinti di trasferirli in un'altra sede nel capoluogo berico. 

"I migranti trascorrevano il tempo in giardino o si incamminavano a piccoli gruppi verso il centro. Verso sera li vedevamo prendere il pallone e andare al campo da calcio" -raccontano i residenti. Ma torneranno?. A togliere ogni punto di domanda è Giovanni Zarantonello, presidente della cooperativa vicentina "Maninpasta" che si occupava della gestione dei migranti: "Ce ne andiamo vista l'ostilità dell'Amministrazione e degli abitanti. Abbiamo solo e sempre incontrato ostacoli e non siamo riusciti a instaurare un rapporto di pari dignità per i richiedenti asilo".
"L'affermazione è di per sé ridicola senza bisogno di integrarla con considerazioni ulteriori. Ci permettiamo comunque di rilevare, che se di integrazione si deve parlare, bisognerebbe parlarne con quei soggetti che hanno titolo di rimanere in Italia e che contribuiscono alla loro crescita personale, non con coloro che al momento sono solo richiedenti asilo. 
Se abbiamo a che fare con persone che hanno poche possibilità di ottenere i titoli per ricevere il permesso di soggiorno, se non quello umanitario che non si nega quasi a nessuno e che dura solo da sei mesi a due anni al massimo, di cosa stiamo parlando? " - è il retorico quesito espresso dal portavoce del comitato di cittadini PrimaNoi, Alex Cioni.

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