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S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

An. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

NO AI NOSTALGICI DI AN. SI PUO' PROVARE A RIPARTIRE MA DA UN ESAME CRITICO DELL'ESPERIENZA FINIANA
Alcuni elementi della Destra italiana (in particolare ex An) in questi giorni si sono riuniti per un confronto propedeutico a rilanciare un movimento unitario che esprima i valori e l'identità di un'area politica che attualmente soffre la (quasi) scomparsa dagli scenari politici che contano  
Da parte di alcuni di questi soggetti sono partite delle polemiche neanche tanto velate verso i "Fratelli d'Italia" di Giorgia Meloni accusati di pensare al proprio orticello e non ad un progetto ambizioso e di più ampio respiro. Può darsi sia così. 
Del resto è una caratteristica endemica di tutta un'area politica che sta rischiando di scomparire dal panorama nazionale, ma è anche vero che per costruire un nuovo soggetto politico credibile, che ridia entusiasmo a tutta una comunità orfana di una casa comune,  questi signori devono essere coscienti - prima di ogni altra cosa - della intrinseca necessità di partire da una profonda e severa analisi autocritica dalla quale poi sarà (forse) possibile gettare le basi per un confronto che si strutturi in modo orizzontale privilegiando i contenuti e quelle idee di cui il nostro tempo ha urgentemente bisogno per aggredire l'inesorabile declino cui l'Italia sembra essere destinata.
Quel che ritengo lapalissiano, è che le risposte di cui la nazione ha bisogno non possono essere le medesime che la classe dirigente aennista diede nel recente passato avvallando lo status quo liberal-liberista e mercatista ( è noto che sui grandi temi come lavoro, globalizzazione, sovranità, euro etc, An perse una grande occasione), perché troppo impegnata a difendere le proprie posizioni di rendita e la gestione dello status quo. 
Senza queste premesse, il rischio è di creare un surrogato di An, buono forse per garantire uno strapuntino a qualche ex parlamentare, ma che oggettivamente risulterebbe un prodotto assai peggiore dell'originale. 
Personalmente poi, mi sento di avere poco a che spartire con soggetti finiani alla Bocchino, Urso e company. Comunque sia staremo a vedere quali saranno gli sviluppi di questa operazione.

Alex Cioni 

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