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Schio in Serie D: grande festa, ma ora riflettori puntati sull'impianto sportivo. Depositata interrogazione comunale per l’adeguamento dello stadio De Rigo, già "Littorio".

“ I l ritorno dello Schio in Serie D è un traguardo storico che premia il lavoro straordinario della Società, della Presidenza e di un gruppo che ha dimostrato di essere di categoria superiore”. Con queste parole il Consigliere Comunale Alex Cioni di Fratelli d’Italia commenta la promozione dei giallorossi, spostando però immediatamente l’attenzione sulla sfida amministrativa che attende la città, l’adeguamento del De Rigo, già Littorio a ricordare gli anni sulle spalle dell’impianto. “ La gioia della vittoria non deve farci dimenticare che la Serie D è un campionato nazionale con regole più stringenti - continua il Consigliere. “Il nostro stadio è un simbolo della nostra città ma risente inevitabilmente del peso degli anni. Per ottenere l’omologazione, l'Amministrazione deve confrontarsi con un regolamento della Lega Nazionale Dilettanti estremamente complesso, che tocca ogni aspetto della struttura”. Per questo motivo il capogruppo di Fratelli d’Italia ha depositato in data odie...

Schio, passa il recesso da AVA: è scontro in Consiglio. FdI: "Un ricatto politico sulla pelle dei cittadini". E lancia la proposta di un referendum consultivo/video

Si è consumato nel segno della rottura il Consiglio Comunale di ieri sera, conclusosi con il via libera ufficiale al recesso del Comune di Schio da Alto Vicentino Ambiente (AVA). Una delibera approvata con i soli voti della maggioranza, che ha visto le opposizioni compatte nel voto contrario. Durissimo l’affondo dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Alex Cioni e Gianmario Munari, che bocciano l'operazione definendola un «salto nel buio» privo di solide basi di interesse pubblico.
Il momento di massima tensione si è registrato quando la discussione si è spostata sulla reale natura del provvedimento. Secondo il capogruppo di FdI Alex Cioni, l'intervento in aula dell’Assessore Marco Gianesini avrebbe svelato le carte della Giunta, ammettendo implicitamente l'uso del recesso come strumento di pressione negoziale.
«È la prova provata che l’intera impalcatura della delibera è fragile e pretestuosa» - ha spiegato Cioni a margine della seduta. «Se il recesso viene ammesso come arma di ricatto verso gli altri soci, cade l'intera giustificazione tecnica. Una delibera approvata con queste premesse non è solo politicamente miope, ma tecnicamente impugnabile, poiché non persegue l’interesse pubblico ma logiche di scontro di potere».
Al centro della contesa resta il des
tino del termovalorizzatore di Cà Capretta. Fratelli d’Italia accusa la Giunta di portare avanti una crociata ideologica lunga dodici anni contro l'impianto, entrando però in contraddizione con gli stessi atti approvati in passato.
Cioni ha infatti richiamato l'attenzione sul PAESC (Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima) votato dalla stessa amministrazione solo due anni fa: «In quel documento, l’impianto di Cà Capretta veniva descritto come sostenibile e strategico per la riduzione degli inquinanti grazie alla rete di teleriscaldamento. Delle due l’una: o mentivate allora o state mentendo oggi per giustificare una fuga che isola il territorio. Non si può dire tutto e il contrario di tutto per convenienza politica».


Davanti a un futuro incerto - con la "Linea 2" dell'impianto vicina al fine vita e un Masterplan che prevede ingenti investimenti di ammodernamento -Fratelli d'Italia lancia la sfida della democrazia diretta. «Visto che la maggioranza ha deciso di sabotare il futuro di AVA senza un piano B credibile, sentiamo una buona volta il parere degli scledensi» - rilanciano i consiglieri Cioni e Munari. La proposta è quella di un referendum consultivo per chiedere ai cittadini se preferiscono valorizzare il patrimonio esistente e il teleriscaldamento o accettare l'incertezza dei costi e l'isolamento proposti dalla Giunta. «Se il Sindaco è convinto del coraggio della sua scelta, non abbia paura del giudizio della città».
In chiusura di dibattito, l'avvertimento di FdI si è spostato sui profili di responsabilità. «Abbiamo ricordato ai consiglieri di maggioranza che questa scelta espone il Comune a rischi di danno erariale e patrimoniale» - conclude Cioni. «Smantellare un patrimonio pubblico per una ripicca politica è un segno di inadeguatezza amministrativa che Schio rischia di pagare per i prossimi decenni».

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