“Non risultando chiare le modalità future di gestione del servizio e le conseguenze economico-finanziarie che si potrebbero ripercuotere sul bilancio dell’Ente, il Collegio è impossibilitato ad esprimere un parere compiuto”. Con queste parole l'organo di controllo contabile gela la delibera di Recesso da AVA che approderà lunedì sera in Consiglio Comunale a Palazzo Garbin.
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, si tratta della pistola fumante, ovvero «il muro di gomma eretto dal Sindaco Cristina Marigo e dall’Assessore al Bilancio e al Patrimonio Chiara Parise durante l'ultima seduta è crollato sotto il peso della realtà tecnica che in consiglio avevano difeso con risolutezza. Il parere dei Revisori certifica che la mia richiesta di sospensiva, accolta da tutte le minoranze, non era un capriccio o propaganda, ma un atto di doverosa tutela per l’integrità dei conti del Comune. Di fatto, pochi giorni fa, la maggioranza ha approvato un bilancio al buio, trascinando la città in un’operazione priva di certezze economiche».
L’analisi dei tecnici mette infatti a nudo criticità pesantissime che graveranno sul futuro di Schio. Il recesso comporterà innanzitutto un buco immediato di circa 450.000 euro in parte corrente nel prossimo triennio, poiché il bilancio di previsione appena approvato include ingannevolmente 150.000 euro di utili annui da AVA che andranno azzerati istantaneamente.
A questa voragine si somma l'incognita dei debiti residui verso la società, pari a oltre 356.000 euro, per i quali non è ancora chiaro come il costo graverà direttamente o meno sul bilancio comunale. Non meno preoccupante è il salto nel vuoto sul fronte operativo, visto che con l'uscita dalla società decade automaticamente l'attuale affidamento del servizio senza che esista un piano alternativo, lasciando quindi la città in un pericoloso limbo gestionale proprio mentre incombe l'ombra del ricorso al TAR già promosso da AVA contro l'Ente.
«Accogliere la nostra proposta di sospensiva significava fermarsi un attimo prima dello schianto per analizzare questi dati – incalza Cioni. La maggioranza ha invece preferito la prova di forza alla trasparenza, portando in aula una delibera che gli stessi tecnici definiscono priva di elementi sufficienti per una valutazione reale».
«Contrariamente alle vergognose accuse rivolteci dal Sindaco Marigo e dall’Assessore Parise - la quale ha avallato irresponsabilmente la linea del primo cittadino - il documento dei Revisori impedisce loro di sfuggire ancora alle proprie responsabilità per aver imposto un piano basato su fondamenta d’argilla. La nostra uscita dall'aula è stata un atto di dignità politica per non essere complici di questa cambiale in bianco firmata sulla pelle dei cittadini».
Per l'esponente di Fratelli d'Italia, Marigo e la sua maggioranza hanno una possibilità di uscirne in maniera indolore: «La scelta più sensata che il Sindaco e la sua maggioranza possono compiere ora è di rinunciare al recesso e accogliere la mano tesa da più parti per modificare quei passaggi contenuti nei Patti Parasociali e nella Convenzione per rafforzare il peso dei Comuni ex soci AVA nel controllo dell’impianto di Cà Capretta. La disponibilità al confronto esiste già, ma non sia usato il recesso come una clava o un'arma di ricatto contro la nostra città».