
Durante il Consiglio comunale dedicato al bilancio di previsione, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, assieme ai gruppi di minoranza del centro sinistra, ha scelto responsabilmente di non partecipare alla discussione di merito, dopo che la maggioranza ha respinto la richiesta di sospensione avanzata dal capogruppo Alex Cioni ai sensi del Regolamento consiliare.
Una decisione politica e motivata, assunta per segnalare la volontà della Giunta di procedere all’approvazione di un bilancio di previsione sapendo già che, a distanza di 10 giorni, verrà avviato il recesso del Comune di Schio da Alto Vicentino Ambiente (AVA).
“Il problema non è se una variazione di bilancio sia tecnicamente possibile – spiega il capogruppo Alex Cioni – ma se sia serio e corretto approvare oggi un bilancio che la stessa maggioranza ammette dovrà essere modificato domani. Un bilancio di previsione deve essere attendibile e coerente, non un atto provvisorio da sistemare strada facendo”.
La tesi secondo cui il recesso non produrrebbe effetti nel breve periodo e che tutto potrà essere corretto a gennaio con una variazione conferma, di fatto, le perplessità sollevate da tutta l’opposizione. Se si sa già che il bilancio è destinato a essere modificato per una scelta politica così rilevante, è legittimo e doveroso chiedersi se il Consiglio comunale sia messo nelle condizioni di deliberare in modo pienamente consapevole.
Respinta ogni accusa di strumentalizzazione da parte del Sindaco e della raffazzonata maggioranza guidata dai 5 Stelle, Fratelli d’Italia ricorda che richiamare il rispetto della coerenza tra DUP, bilancio e scelte strategiche dell’ente non è bagarre politica, ma esercizio corretto del ruolo di controllo e indirizzo affidato ai consiglieri comunali.
“Quando si parla di responsabilità – conclude Cioni – questa consiste nel dire le cose come stanno ai cittadini. Non si può chiedere al Consiglio di approvare un bilancio di previsione mentre si annuncia, contestualmente, una scelta che ne modifica uno dei presupposti fondamentali. Noi abbiamo scelto la coerenza e la trasparenza, altri hanno scelto di andare avanti comunque, palesando un atto di arroganza istituzionale che ha svilito il ruolo dell’intero Consiglio comunale. Quando viene meno il rispetto per l’istituzione e per i cittadini, l’unica risposta possibile resta un dissenso fermo, espresso nelle forme previste dal confronto democratico".