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SCHIO, CASO ARCADIA: LA MAGGIORANZA BOCCIA LA TRASPARENZA. CIONI (FDI): "IPOCRISIA AL POTERE, DA MARIGO E SOCI TOLLERATE ZONE FRANCHE"

S i è concluso con un vero e proprio “muro di gomma” da parte della maggioranza il dibattito in Consiglio Comunale (clicca qui) sulla mozione presentata da Fratelli d’Italia per fare chiarezza sulla gestione del Centro Sociale Arcadia. Nonostante i recenti fatti di cronaca e le condanne penali a carico degli attivisti, la Giunta ha respinto la richiesta di apertura di un’istruttoria amministrativa, rifugiandosi in un silenzio imbarazzante rotto solo da cavilli tecnici e ambiguità politiche. L’Assessore Gianesini, intervenuto per la maggioranza, ha tentato di sminuire il ruolo dell’amministrazione affermando che "la Giunta non ha compiti investigativi" e che spetterebbe alla minoranza segnalare eventuali irregolarità. Una posizione che Fratelli d'Italia definisce una totale abdicazione dal dovere di vigilanza. “Siamo di fronte all’ennesima manifestazione di ipocrisia istituzionale di cui i civici ci hanno ben abituato in questi anni. Questa maggioranza si nasconde dietro...

La "guerra dei rifiuti": Schio rischia il tutto per tutto sulla pelle dei cittadini


Le parole di cortesia istituzionale del Presidente del Consiglio di Bacino non diventino l’alibi per coprire un fallimento politico e un pasticcio amministrativo senza precedenti”.
Con queste parole i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia - Alex Cioni e Gianmario Munari - intervengono dopo le dichiarazioni sulla vicenda AVA di Francesco Gonzo.
Leggere il recesso come un semplice ‘strumento di tutela’ o come una tattica negoziale è una narrazione che non incanta nessuno – spiegano Cioni e Munari. Se davvero ci fosse la volontà di trattare e di costruire garanzie condivise, non ci sarebbe alcun motivo per trascinare il Comune fuori dalla società il 29 dicembre, a pochi giorni dalla nascita di ViAmbiente. Il recesso è un atto formale, dagli effetti giuridici e patrimoniali rilevanti, non una mossa tattica da usare per tenere aperte tutte le porte”.
Il gruppo di opposizione del centrodestra sottolinea come la fusione stia comunque procedendo e come il Consiglio comunale sia chiamato a deliberare su scelte che produrranno conseguenze concrete e durature:Parlare oggi di possibili ripensamenti futuri o di garanzie da discutere dopo significa alimentare ambiguità e incertezza, scaricando altrove responsabilità che sono interamente politiche”.
Forte la preoccupazione sul futuro dei servizi: “La ‘proroga tecnica’ evocata dal Consiglio di Bacino rappresenta il minimo sindacale per evitare che i rifiuti restino in strada. È una soluzione di emergenza, con costi e modalità ancora tutti da definire, che rischia di gravare sulla città e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini”.
Fratelli d’Italia contesta nettamente anche sul metodo: “Non accettiamo che la politica dei territori venga sostituita da colpi di scena dell’ultimo minuto. Il diritto di recesso non è un gioco di prestigio, ma comporta rischi legali ed economici significativi che potrebbero ricadere direttamente sulle tasche degli scledensi”.
La chiusura è un avvertimento chiaro alla maggioranza Marigo: Se l’amministrazione è davvero convinta della bontà delle proprie scelte, abbia il coraggio di assumersene fino in fondo la responsabilità politica, senza utilizzare il recesso come leva di pressione o strumento di ricatto. Schio non può diventare ostaggio di una prova di forza che rischia di tradursi in isolamento, incertezza e costi elevatissimi per la comunità”.

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