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Fondazione Teatro Civico, FdI replica all'assessore Gianesini sulla nostra richiesta di chiarimenti all'Anac: “Il vero tema è la separazione tra chi governa e chi gestisce”

I n merito alla nota stampa dall’assessore Marco Gianesini sui chiarimenti richiesti un anno fa (clicca qui) dal nostro gruppo consiliare sulla sua nomina a presidente della Fondazione Teatro Civico, riteniamo necessario ristabilire alcuni punti fondamentali, evitando letture strumentali e ricostruzioni politicamente forzate. Innanzitutto è bene precisare che Fratelli d’Italia non ha presentato alcun “esposto” accusatorio, ma una richiesta di chiarimenti su una possibile situazione di inconferibilità o incompatibilità, pienamente legittima e doverosa nell’esercizio del ruolo di opposizione.  Il fatto che l’ANAC abbia aperto un procedimento formale, richiesto documentazione e svolto un’istruttoria articolata dimostra che la questione non era affatto infondata o pretestuosa. L’Autorità Nazionale Anticorruzione non ha affermato che il problema “non esiste”, ma ha concluso che allo stato attuale, in presenza di uno statuto modificato e di deleghe gestionali formalmente attribuite al ...

La "guerra dei rifiuti": Schio rischia il tutto per tutto sulla pelle dei cittadini


Le parole di cortesia istituzionale del Presidente del Consiglio di Bacino non diventino l’alibi per coprire un fallimento politico e un pasticcio amministrativo senza precedenti”.
Con queste parole i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia - Alex Cioni e Gianmario Munari - intervengono dopo le dichiarazioni sulla vicenda AVA di Francesco Gonzo.
Leggere il recesso come un semplice ‘strumento di tutela’ o come una tattica negoziale è una narrazione che non incanta nessuno – spiegano Cioni e Munari. Se davvero ci fosse la volontà di trattare e di costruire garanzie condivise, non ci sarebbe alcun motivo per trascinare il Comune fuori dalla società il 29 dicembre, a pochi giorni dalla nascita di ViAmbiente. Il recesso è un atto formale, dagli effetti giuridici e patrimoniali rilevanti, non una mossa tattica da usare per tenere aperte tutte le porte”.
Il gruppo di opposizione del centrodestra sottolinea come la fusione stia comunque procedendo e come il Consiglio comunale sia chiamato a deliberare su scelte che produrranno conseguenze concrete e durature:Parlare oggi di possibili ripensamenti futuri o di garanzie da discutere dopo significa alimentare ambiguità e incertezza, scaricando altrove responsabilità che sono interamente politiche”.
Forte la preoccupazione sul futuro dei servizi: “La ‘proroga tecnica’ evocata dal Consiglio di Bacino rappresenta il minimo sindacale per evitare che i rifiuti restino in strada. È una soluzione di emergenza, con costi e modalità ancora tutti da definire, che rischia di gravare sulla città e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini”.
Fratelli d’Italia contesta nettamente anche sul metodo: “Non accettiamo che la politica dei territori venga sostituita da colpi di scena dell’ultimo minuto. Il diritto di recesso non è un gioco di prestigio, ma comporta rischi legali ed economici significativi che potrebbero ricadere direttamente sulle tasche degli scledensi”.
La chiusura è un avvertimento chiaro alla maggioranza Marigo: Se l’amministrazione è davvero convinta della bontà delle proprie scelte, abbia il coraggio di assumersene fino in fondo la responsabilità politica, senza utilizzare il recesso come leva di pressione o strumento di ricatto. Schio non può diventare ostaggio di una prova di forza che rischia di tradursi in isolamento, incertezza e costi elevatissimi per la comunità”.

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