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Sicurezza a Santa Maria in Valle, depositata un’interrogazione al sindaco sul fatto di sabato sera. Cioni (FdI): L’area verde e la zona consacrata non diventi una zona franca in mano ai balordi

I l capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha depositato una interrogazione urgente a risposta scritta al Sindaco Cristina Marigo a seguito delle segnalazioni ricevute all’intervento delle Forze dell’Ordine avvenuto nella serata di sabato scorso nell’area della chiesetta di Santa Maria in Valle, in via Grumi dei Frati. L’esponente di Fratelli d’Italia fa sapere che in orario serale la chiesetta è diventata un abituale ritrovo di gruppi di persone con frequenti episodi di bivacco, consumo di bevande alcoliche, schiamazzi e disturbo della quiete pubblica, fra l’altro in un contesto che non si concilia con il rispetto che si dovrebbe tenere ad un luogo di culto regolarmente consacrato. “Sto ricevendo numerose lamentele e io stesso ho avuto modo di appurare personalmente la presenza di soggetti composti in larga parte da cittadini stranieri che utilizzano l’area verde come se fosse il salotto di casa propria - spiega Cioni. È chiaro che non spetta a me ricostruire le responsabilità dei...

La "guerra dei rifiuti": Schio rischia il tutto per tutto sulla pelle dei cittadini


Le parole di cortesia istituzionale del Presidente del Consiglio di Bacino non diventino l’alibi per coprire un fallimento politico e un pasticcio amministrativo senza precedenti”.
Con queste parole i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia - Alex Cioni e Gianmario Munari - intervengono dopo le dichiarazioni sulla vicenda AVA di Francesco Gonzo.
Leggere il recesso come un semplice ‘strumento di tutela’ o come una tattica negoziale è una narrazione che non incanta nessuno – spiegano Cioni e Munari. Se davvero ci fosse la volontà di trattare e di costruire garanzie condivise, non ci sarebbe alcun motivo per trascinare il Comune fuori dalla società il 29 dicembre, a pochi giorni dalla nascita di ViAmbiente. Il recesso è un atto formale, dagli effetti giuridici e patrimoniali rilevanti, non una mossa tattica da usare per tenere aperte tutte le porte”.
Il gruppo di opposizione del centrodestra sottolinea come la fusione stia comunque procedendo e come il Consiglio comunale sia chiamato a deliberare su scelte che produrranno conseguenze concrete e durature:Parlare oggi di possibili ripensamenti futuri o di garanzie da discutere dopo significa alimentare ambiguità e incertezza, scaricando altrove responsabilità che sono interamente politiche”.
Forte la preoccupazione sul futuro dei servizi: “La ‘proroga tecnica’ evocata dal Consiglio di Bacino rappresenta il minimo sindacale per evitare che i rifiuti restino in strada. È una soluzione di emergenza, con costi e modalità ancora tutti da definire, che rischia di gravare sulla città e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini”.
Fratelli d’Italia contesta nettamente anche sul metodo: “Non accettiamo che la politica dei territori venga sostituita da colpi di scena dell’ultimo minuto. Il diritto di recesso non è un gioco di prestigio, ma comporta rischi legali ed economici significativi che potrebbero ricadere direttamente sulle tasche degli scledensi”.
La chiusura è un avvertimento chiaro alla maggioranza Marigo: Se l’amministrazione è davvero convinta della bontà delle proprie scelte, abbia il coraggio di assumersene fino in fondo la responsabilità politica, senza utilizzare il recesso come leva di pressione o strumento di ricatto. Schio non può diventare ostaggio di una prova di forza che rischia di tradursi in isolamento, incertezza e costi elevatissimi per la comunità”.

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