Passa ai contenuti principali

Articolo più recente

Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

SCHIO, STORIA DI UN IMMIGRATO ARRIVATO CLANDESTINAMENTE, DOPO 8 ANNI OTTIENE IL PERMESSO DI SOGGIORNO. UMANAMENTE NON SI PUO' CHE ESSERE FELICI PER QUESTO RAGAZZO, MA LO STATO HA IL DIRITTO E IL DOVERE DI IMPEDIRE L'INGRESSO DEI MIGRANTI ECONOMICI PER VIE ILLEGALI

di Alex CIONI 

«Sono venuto qui per cercare un futuro migliore e aiutare la mia famiglia». «Non ce la facevo più. Non avevo un futuro e non potevo aiutare i miei parenti. In famiglia siamo una cinquantina di persone, ho 20 nipoti». «Ad agosto vado in Mali a sposarmi. I miei genitori vogliono che porti anche la famiglia italiana che mi ha ospitato. Faremo una festa, poi tornerò qui» - si legge sulla pagine de Il Giornale di Vicenza.

Questo ragazzo è una delle centinaia di migliaia di persone arrivate in Italia clandestinamente per motivi economici ottenendo, dopo 8 anni, il permesso di soggiorno pur non rientrando nella categoria dei rifugiati. Dal punto di vista umano sono felice per lui e gli auguro il meglio.
Tuttavia questa storia conferma che i flussi di migranti che giungono sulle coste siciliane o calabresi, seguendo la rotta del Mediterraneo, interessano per lo più persone che "ci provano" pur non avendo le carte in regola per essere ospitati come rifugiati.
Lo stesso Siaka Sidibe, davanti ai giudici ha affermato che per lui sarebbe stato pericoloso tornare a casa salvo poi, una volta ottenuto il permesso di soggiorno, informarci che tornerà a casa per sposarsi. Delle due l’una!
Comunque sia, buona fortuna a questo ragazzo, che a differenza di molti altri, finiti per ingrossare le reti dello spaccio per conto di clan criminali, si è rimboccato le maniche vivendo una vita onesta e nel rispetto delle nostre leggi.
Deve però essere chiaro che il governo italiano ha tutto il diritto di far rispettare le leggi vigenti che definiscono chi può o meno entrare all’interno dei confini nazionali, come ha il diritto di espellere chi utilizza canali illegali gestiti da organizzazioni criminali.
Fermare l'immigrazione clandestina è un diritto di qualsiasi Stato sovrano, ancorchè a sovranità limitata come il nostro.

Articoli più letto dell'ultimo mese