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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

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Arrivano nel vicentino alcuni migranti della Diciotti. I cittadini accusano il parroco di "demagogia ecumenica"

DAL COMITATO PRIMANOI ARRIVA LA REPLICA AL PARROCO DON GIUSEPPE TASSONI PER L'ENNESIMA DISPONIBILITA' ALL'ACCOGLIENZA DI ALCUNI MIGRANTI

Dopo l'apertura del parroco di Malo delle porte della sua canonica per accogliere altri migranti, interviene il comitiato di cittadini PrimaNoi attraverso il suo portavoce Alex Cioni.
"Il parroco di Malo fa certamente il suo mestiere di prete nella misura in cui diffonde i sermoni dal pulpido della sua chiesa, aprire le porte della cononica invece è un atto politico" - queste le prime parole di Cioni.
"Nessuno mette in discussione il valore positivo e universale dell'accoglienza, anche se una cosa sono le enunciazioni di principio e la morale cattolica, altra cosa è la gestione di problemi a cui in taluni casi servono risposte decise che possono sembrare ciniche ma che risultano necessarie per conservare la sicurezza e il precario equilibrio sociale di una comunità" -ha proseguito il portavoce di PrimaNoi.
"Ha mai pensato don Tassoni che l'accoglienza che sostiene acriticamente provoca più disgrazie anche agli stessi africani e conseguentemente al martoriato continente africano? Grazie alla politica delle porte aperte del vecchio Governo, sospinto dal beneplacido di Papa Bergoglio, sono entrati nel territorio nazionale centinia di migliaia di soggetti dei quali molti hanno contribuito e contribuiranno ad ingrossare le file del crimine organizzato. Non le dice nulla la mafia nigeriana che anche qui da noi gestisce la rete dello spaccio e della prostituzione usando come manodopera quei migranti arrivati da clandestini negli ultimi anni e ospitati nei vari centri d'accoglienza tra cui le canoniche? Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa il buon parroco degli spacciatori, dei ladri, dei violentatori, degli assassini e di tutti quei delinquenti che riempiono le nostre città" - attacca Cioni.
Il comitato fa riferimento ai dati diffusi dal ministero dell'Interno sulle statistiche relative ai reati commessi in Italia nel 2018. Da questi dati emerge che tra l'1 gennaio e il 30 giugno del 2018 sono state denunciate o arrestate 429.506 persone, di cui 136.876 stranieri (il 31,9% del totale). Secondo l'Istat la popolazione straniera in Italia si aggira intorno all'8%. Ma tra i criminali la percentuale sale fin quasi al 32%. L'anno scorso, sempre nei primi sei mesi, le persone denunciate o arrestate erano state 464.784, di cui 127.264 stranieri (il 27,4%).
Secondo Cioni questi dati dimostrano che "non solo è stato poco saggio distribuire nei territori soggetti di cui non si sapeva nulla quando la domanda di asilo era ancora in attesa di valutazione dalle commissioni, ma che se è comprensibile che un parroco si lasci andare alla demagogia ecumenica, non si può pretendere che un amministratore pubblico faccia lo stesso, sarebbe una licenza che denota un approccio ideologico e pressapochista, oltre che irresponsabile verso i suoi concittadini".

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