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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

Contributo pubblico prima casa. A Schio stranieri in cima alla classifica


PER IL COMITATO PRIMANOI, GLI ITALIANI SONO SFAVORITI PER L'ASSENZA DI CONTROLLI REALI SULLE AUTOCERTIFICAZIONI PRESENTATE DAGLI STRANIERI

Anche quest'anno, dal 20 febbraio al 20 marzo, gli scledensi residenti in città da almeno 5 anni, hanno potuto presentare domanda agli uffici comunali per la concessione di contributi a fondo perduto sui mutui ipotecari contratti con Istituti di Credito convenzionati con il Comune di Schio per l'acquisto di immobili da destinare a prima abitazione. Si tratta di un mutuo, compreso tra € 50.000,00 e € 120.000,00, garantito da ipoteca sull'immobile che deve essere stipulato con banca convenzionata non oltre 6 mesi dalla data della domanda o da stipulare entro 3 mesi dalla data di ammissione al contributo.
Fino a qua tutto bene e nella norma, ma non per tutti. Infatti, come scrive il Giornale di Vicenza, ad accedere a questo tipo di contributi, sono in maggioranza i cittadini stranieri, seppur comunitari, il che ha spinto il comitato PrimaNoi ad approfondire la questione per comprendere la ragione di questa classifica che in apparenza "sembra essere una discriminazione verso gli italiani".
"Riteniamo utile che l'amministrazione comunale preveda delle modifiche al regolamento per verificare correttamente i requisiti dei cittadini stranieri che chiedono di accedere a questo tipo di aiuti, al fine di porre veramente tutti sullo stesso piano" -spiega il portavoce Alex Cioni.
Per il comitato non servono grandi modifiche, "sarebbe sufficiente -sottolinea Cioni- applicare la legge vigente fino in fondo, chiedendo agli stranieri di dichiarare, con tanto di certificato autenticato emesso dall’ambasciata o dal consolato, se dispongono di proprietà nel Paese di origine. Equiparandoli così alle richieste fatte agli italiani".
Una richiesta che al momento sembra non venga sottoposta ai cittadini stranieri residenti a Schio e che per il comitato sarebbe pienamente legittima in quanto si riferisce al Dpr 445/2000 che prevede la possibilità da parte della pubblica amministrazione di richiedere ai cittadini comunitari ed extracomunitari, idonee certificazioni che attestano l'assenza di titolarità di diritti di proprietà o altri diritti reali all'estero, mediante una procedura che si avvale dell'ausilio dell'ambasciata o del consolato dello Stato di provenienza del cittadino non italiano. 
"L'attuale amministrazione ci tiene molto a dire che le regole sono uguali per tutti -spiega ancora Cioni-, in questo modo, italiani e stranieri lo sarebbero veramente, mentre oggi ad essere penalizzati sono i cittadini scledensi". 
In effetti, nei confronti dei cittadini italiani, i Comuni fanno presto a verificare l'esattezza di quanto dichiarato, essendo in collegamento diretto con l'Agenzia delle Entrate e con il catasto, mentre per gli stranieri a parlare è solamente l'autocertificazione prodotta all'atto della domanda.
"Fermo restando che il principio prima gli italiani negli aiuti che i servizi sociali possono offrire è sacrosanto, sia che riguardino l'accesso al sistema degli alloggi di edilizia popolare, finanche ai contributi per il pagamento dell'affitto e all'acquisto della prima casa, la proposta che poniamo all'attenzione dell'amministrazione è di buonsenso e pienamente in linea con le normative vigenti non essendoci alcun retaggio discriminatorio ma propedeutica a mettere veramente sullo stesso piano tutti i cittadini. Italiani e stranieri, comunitari ed extracomunitari. Per questo motivo, siamo sicuri che l'attuale amministrazione saprà far tesoro di questa modesta ma sostanziale proposta" - ha concluso il portavoce di PrimaNoi.

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