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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

Vicenza latrina per sbandati e immigrati/VIDEO



DEGRADO A CAMPO MARZO A VICENZA: TRA "PROFUGHI" E SBANDATI IL CLIMA DI INSICUREZZA PERMANE/VIDEO di Alex Cioni

Un anno fa grazie a Francesca Carollo, il programma di Rete4 Quinta Colonna ha puntato i riflettori sul desolante contesto di degrado che quotidianamente si assiste a Vicenza tra la stazione dei treni, campo Marzo e viale Milano. Un anno dopo è cambiato poco, il clima in quella zona rimane di assoluta trascuratezza e di insicurezza. La massiccia presenza di immigrati a cui si sono aggiunti i cosiddetti profughi che in alcuni casi si dedicano allo spaccio di droga associato al dilagare di sbandati e tossicodipendenti nostrani, rappresentano la fotografia di una irreversibile mutazione che non riguarda solo Vicenza ma gran parte delle città italiane. Ormai non c'è città che non sia costretta a convivere con delle zone "franche" impestate di persone già avvezze al crimine o di altre che arrivano nel nostro Paese convinte di trovare la panacea risolutrice dei propri problemi. Ragazzi giovani e in forze costretti a scontrarsi con una realtà nuda e cruda che li costringe a passare celermente dalla speranza di migliorare la propria condizione di vita alla mera sopravvivenza fatta di espedienti e crimini più o meno gravi. 
Tutto questo si mescola alla crisi materiale e morale della popolazione autoctona incapace di reagire ad un declino che pare inesorabilmente irreversibile. 

I muri non sono di certo la risposta risolutrice ai problemi che riguardano i fenomeni migratori ma rappresentano necessariamente il primo fronte sul quale costruire una trincea per proteggerci dall'inettitudine di chi regge le file dei governi dei popoli e di coloro che nell'immigrazione intravedono solo elementi positivi e virtuosi negandosi anche l'evidenza dei fatti. 

Tutto il resto sono solo chiacchiere salottiere di chi pontifica dagli schermi televisivi e dagli scranni dei banchi parlamentari, di coloro che molto spesso vivono al sicuro dei propri attici in quartieri abitati tendenzialmente da altri bianchi come loro, mentre le periferie infiammano con gli italiani abbandonati a sé stessi. 



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