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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Le chiacchiere stanno a zero, Joe Formaggio la trottola


ELEZIONI REGIONALI VENETO 2015, IL SINDACO CON IL FUCILE NON SA CON CHI CANDIDARSI

Dice di trattare. Ma stiamo scherzando? Si iscrive a Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale dopo le elezioni europee del 2015, da li a pochi mesi entra nel direttivo provinciale del partito. 

In vista delle elezioni provinciali tenta di portare il partito in alleanza nel calderone a sostegno di Achille Variati del Pd. 

Dal soggetto vengo accusato di essere un estremista per aver promosso l'iniziativa al Campiello a Vicenza contro la legge Merlin e la successiva mobilitazione contro Mare nostrum e i sedicenti profughi. 
Poi scoppia il caso del benzinaio Stacchio e con freddo cinismo si reinventa cavalcando l'onda mediatica del "sindaco col fucile". Tant'è che lo stesso Stacchio non mancherà successivamente di prenderne le distanze. 
Non contento cavalca un problema reale come quello degli ‪zingari‬ ma allo scopo di rilanciarsi nel circo mediatico per trattare la sua candidatura alle regionali. Non prima però di aver scaricato Fratelli d'Italia per la più appetibile e competitiva lista Zaia divenendo in un colpo solo fans sfegatato di Salvini e riconvertito leghista, tanto da aver stampato i santini elettorali con logo, faccione e indicazione di voto pro lista Zaia. 
Scaricato in exstremis dai leghisti (almeno loro un minimo sindacale di rispetto per la propria gente ce l'hanno), circolano indiscrezioni di una nuova trattativa con FdI-An. 
Questi sono i fatti. Mi e vi pongo quindi una domanda: ci si può fidare di un soggetto del genere? Uno che salta con disinvoltura da una parte all'altra solo per soddisfare - è evidente- mire personali, può meritare un posto in lista?
Ammesso ma non concesso che porti voti in termini di preferenze, non sarebbe il caso anche di ragionare sulla opportunità di valutare tutto e tutti solo col metro di misura del consenso? 
Il consenso è alla base per raggiungere le mete del governo utile per concretizzare le proprie idee, ma a mio parere per essere un consenso che veramente produca effetti virtuosi deve essere associato dalla onestà e dalla coerenza e altresì dal metodo che si persegue per giungere al benedetto consenso. 
Altrimenti è inutile che ci lamentiamo di una politica distante dai cittadini se poi pur di avere un pugno di voti in più si tratta con gli opportunisti e i saltimbanchi.

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