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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Le chiacchiere stanno a zero, Joe Formaggio la trottola


ELEZIONI REGIONALI VENETO 2015, IL SINDACO CON IL FUCILE NON SA CON CHI CANDIDARSI

Dice di trattare. Ma stiamo scherzando? Si iscrive a Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale dopo le elezioni europee del 2015, da li a pochi mesi entra nel direttivo provinciale del partito. 

In vista delle elezioni provinciali tenta di portare il partito in alleanza nel calderone a sostegno di Achille Variati del Pd. 

Dal soggetto vengo accusato di essere un estremista per aver promosso l'iniziativa al Campiello a Vicenza contro la legge Merlin e la successiva mobilitazione contro Mare nostrum e i sedicenti profughi. 
Poi scoppia il caso del benzinaio Stacchio e con freddo cinismo si reinventa cavalcando l'onda mediatica del "sindaco col fucile". Tant'è che lo stesso Stacchio non mancherà successivamente di prenderne le distanze. 
Non contento cavalca un problema reale come quello degli ‪zingari‬ ma allo scopo di rilanciarsi nel circo mediatico per trattare la sua candidatura alle regionali. Non prima però di aver scaricato Fratelli d'Italia per la più appetibile e competitiva lista Zaia divenendo in un colpo solo fans sfegatato di Salvini e riconvertito leghista, tanto da aver stampato i santini elettorali con logo, faccione e indicazione di voto pro lista Zaia. 
Scaricato in exstremis dai leghisti (almeno loro un minimo sindacale di rispetto per la propria gente ce l'hanno), circolano indiscrezioni di una nuova trattativa con FdI-An. 
Questi sono i fatti. Mi e vi pongo quindi una domanda: ci si può fidare di un soggetto del genere? Uno che salta con disinvoltura da una parte all'altra solo per soddisfare - è evidente- mire personali, può meritare un posto in lista?
Ammesso ma non concesso che porti voti in termini di preferenze, non sarebbe il caso anche di ragionare sulla opportunità di valutare tutto e tutti solo col metro di misura del consenso? 
Il consenso è alla base per raggiungere le mete del governo utile per concretizzare le proprie idee, ma a mio parere per essere un consenso che veramente produca effetti virtuosi deve essere associato dalla onestà e dalla coerenza e altresì dal metodo che si persegue per giungere al benedetto consenso. 
Altrimenti è inutile che ci lamentiamo di una politica distante dai cittadini se poi pur di avere un pugno di voti in più si tratta con gli opportunisti e i saltimbanchi.

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