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​Schio, Bus Bar: servizio assente e controlli deboli. Interrogazione di Cioni (FdI) dopo segnalazioni e sopralluoghi

N elle ultime settimane sono emerse diverse criticità nella gestione del “Bus Bar” presso la stazione delle corriere di Schio in Piazzale Divisione Acqui, oggetto nel 2025 di una procedura pubblica per l’assegnazione in concessione dei locali, comprensiva anche del servizio di biglietteria per il trasporto pubblico locale e extraurbano di SVT. A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini e utenti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha effettuato un primo sopralluogo, riscontrando che il locale risultava aperto per modo di dire data la trascuratezza del locale e con l’esposizione di un avviso scritto a penna che segnalava la sospensione della vendita dei biglietti. Una circostanza che ha portato al deposito di un’interrogazione a risposta scritta al sindaco per chiarire lo stato del servizio e le eventuali responsabilità. Nella risposta trasmessa dagli uffici comunali, si evidenzia come l’Amministrazione non fosse a conoscenza delle motivazioni della sospensione ...

Cioni (FdI): I problemi del centro di Schio sono una realtà, non percezione. Marigo apra gli occhi sulla città e tolga la testa da sotto la sabbia


Gravissimo quanto accaduto a due passi dalla sede della polizia locale. Alla persona aggredita va tutta la nostra vicinanza e l’augurio di una pronta ripresa” – esordisce così il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Garbin, Alex Cioni, in relazione all’aggressione avvenuta l’altra sera in pieno centro storico a Schio.

Per l’esponente di Fratelli d’Italia, questo fatto di cronaca riporta all'ordine del giorno il tema del progressivo decadimento in cui versa il cuore della città. "Per una città di provincia come la nostra, il centro storico è troppo spesso teatro di fatti sgradevoli come baruffe, tensioni e comportamenti incivili, soprattutto tra immigrati. Fatti che ci vengono costantemente raccontati dai cittadini ed esercenti ormai esausti di vivere ed operare in un centro abbandonato a sé stesso. Non è quindi difficile capire il motivo per il quale ci sono sempre più persone che non vivono più con serenità il cuore della città ed evitano di frequentarlo. Eppure, la gravità del problema continua a sfuggire all’amministrazione comunale, chiusa nella sua dimensione ovattata di palazzo”.

Se per il sindaco la situazione è tranquilla, il consigliere della destra cittadina rilancia: “Se per tranquillità si intende che non accadono aggressioni violente e gravi ogni giorno, allora sì, Schio è tranquilla. Ma la salute di una città, e del suo centro storico in particolare, non si misura contando le ambulanze chiamate o gli interventi delle forze dell’ordine. Si misura ascoltando i residenti, raccogliendo il loro punto di vista e vivendo la città anche fuori dai contesti ufficiali e istituzionali".


“La realtà
– prosegue Cioni – è che il centro storico, complice anche la presenza crescente di troppi stranieri e di richiedenti asilo parcheggiati dalle cooperative, si è trasformato in un hub di sedicenti profughi, e di conseguenza in un luogo segnato dal degrado e da un’insicurezza reale, non solo percepita. Questa è la verità dei fatti, anche se non piace ai buonisti arcobaleno e a coloro che sono pronti a negare l'evidenza per non mettere in crisi le proprie ideologiche certezze".
L’aspetto sul quale Cioni insiste è l’utilizzo politico della percezione, che, secondo il consigliere comunale, “viene usata dagli amministratori in difficoltà per assolversi dalle proprie responsabilità”.
Se anche fosse solo una percezione errata, quando è diffusa in modo così capillare, per un sindaco dovrebbe comunque diventare un campanello d'allarme e un problema reale sul quale lavorare. Ignorare i segnali e minimizzare la portata di certi fenomeni significa non avere il polso della città. Il sindaco e la sua giunta la smettano di recitare la parte del pesce in barile, ma agiscano per restituire ai cittadini la serenità che manca, prima che il centro storico sia trascinato in un declino costante dal quale poi sarà difficile ripartire"- attacca Cioni. 
"Se lo faranno, per quanto ci compete saremo pronti a fare la nostra parte per aiutarli a raggiungere l'obiettivo".



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