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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Reddito di cittadinanza


LIQUIDARLA COME UNA BUFALA POLITICA E' UN ERRORE       di Alex CIONI

In Italia esiste un problema strutturale legato anche ai mutamenti economici e industriali planetari. Il problema della disoccupazione sarà nei prossimi anni la grande questione a cui gli Stati dovranno dare delle risposte. Oggi gli indicatori sull'occupazione sono drogati da dati spesso non corrispondenti alla realtà. In Germania per esempio la disoccupazione sembra quasi solo fisiologica. Eppure anche li ci sono milioni di lavoratori che producono per poche centinaia di euro al mese ma nel contempo hanno delle forme di tutele sociali che in Italia ci sogniamo (almeno così ci dicono). Ma chiamarlo lavoro rimane comunque un parolone.
È noto che nei prossimi anni si perderanno in Europa milioni di posti di lavoro legati a quei settori più inclini alle trasformazioni tecnologiche, al digitale, alla meccanizzazione robotica e quant'altro. Posti di lavoro che in parte sarà difficile recuperare con l'attuale trend di un'economia che è volta a fare profitti riducendo salari e diritti sociali. 
Siamo destinati ad un sistema di precarizzazione della società oltre che del lavoro. In questo senso non so dire se la proposta grillina sia realizzabile (non sono un tuttologo), ma sono convinto che si debba trovare una soluzione che aiuti i cittadini a non essere schiavi del "progresso" e di chi lo manovra secondo i propri interessi particolari. 
Penso che uno Stato degno di tale nome debba creare le condizioni per permettere a chi ne ha le doti e la potenzialità, di fare impresa, la quale però non può esimersi dall'avere anche una funzione sociale. Altrimenti non sorprendiamoci se un giorno quei milioni di ultimi si incazzeranno veramente scegliendo non più il voto di protesta ma altre vie.

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