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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Schio, sgominata gang di spacciatori africani


PRIMANOI CHIEDE AL SINDACO DI USCIRE DALLA RETE SPRAR PER FARE CHIAREZZA

A margine dell'operazione di polizia di ieri sera con la quale i carabinieri di Schio hanno arrestato tre giovani nigeriani, interviene Alex Cioni, portavoce del comitato di cittadini PrimaNoi, rilevando che "abbiamo fondati motivi per ritenere che i tre africani siano richiedenti asilo ospiti di una cooperativa".
Nella nota stampa, il portavoce del comitato chiede ai carabinieri e al sindaco Valter Orsi di confermare o meno questi sospetti che "abbiamo dopo che nei giorni scorsi degli scledensi della zona ci avevano segnalato questo traffico di pusher nel loro quartiere". 
"Se così fosse -spiega Cioni- il crimine assumerebbe ancora di più i contorni di un pericoloso sistema dello spaccio gestito da nigeriani che non si fanno scrupoli a reclutare tra le loro fila i sedicenti profughi, così come fanno con le donne, le quali, dopo aver fatto domanda di asilo finiscono quasi sempre a fare le prostitute, tra cui -denuncia Cioni- diverse giovani ragazze in età ancora minorile".
Nel frattempo il comitato sta già predisponendo una petizione per chiedere al Sindaco di uscire dal progetto Sprar. 
"Ai primi di maggio Orsi ha risposto alla nostra istanza confermando le informazioni in nostro possesso sul movimento di falsi profughi a Schio. Abbiamo condiviso la scelta del Sindaco di non collaborare con la Prefettura nell'accoglienza dei migranti, -spiega Giuseppe De Marchi- siamo però disorientati e perplessi della decisione dell'Amministrazione di confermare l'adesione del proprio Comune allo Sprar, visto che tale struttura ha perso la sua funzione originaria per divenire uno strumento di prima accoglienza di soggetti che non solo millantano di essere profughi ma spesso finiscono ad ingrossare le gang di spacciatori africani presenti nel vicentino". 
Con la raccolta firme il comitato chiede l'appoggio degli scledensi per "stimolare l'Amministrazione comunale ad un ulteriore e definitivo passo verso la chiarezza sul tema dei migranti".

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