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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Polverone contro l'evento con Bello figo a Schio


DOPO IL DIBATTITO SCATENATO SU FACEBOOK IN POLEMICA CON L'EVENTO, NUMEROSI MESSAGGI INTIMIDATORI VERSO IL PORTAVOCE DEL COMITATO PRIMANOI
 
"I giovani promotori dell'evento sostengono che i testi del rapper ghanese sono ironici, siamo noi che non comprendiamo la natura goliardica delle sue canzoni: questo in sostanza il tenore delle tante email e messaggi che ho ricevuto in queste ore, al netto delle minacce di venire denunciato per aver scatenato la polemica attorno al concerto.

Le minacce francamente mi lasciano indifferente, ribadisco invece che l'ironia è altra cosa. In tempi così difficili non si scherza: né su chi rischia di lasciarci la pelle in mare su qualche gommone perché illuso di trovare qui la panacea risolutrice dei suoi problemi, né sugli Italiani che nonostante le tante criticità e deficienze organizzative e le opposizioni di larga parte della popolazione, accolgono questi sedicenti profughi togliendo il pane dalla bocca dei propri figli. Nessuno contesta il diritto di divertirsi. Si contesta il cattivo gusto di fare da sponda a simili soggetti per il mero scopo di fare business. L'Italia è piena di brave band e gruppi musicali. La domanda è: quale divertimento trovate nel farvi insultare?.
Non sarà forse che la gran parte dei promotori sono stranieri o figli di immigrati di seconda generazione?. Forse sono gli stessi che pretendono di ottenere la cittadinanza italiana, senza dimostrate di rispettare, quanto meno, la nazione nella quale stanno crescendo. Ed eventi come quello in programma a Schio il 30 giugno ne è una delle tante dimostrazioni" -ha spiegato il portavoce del comitato Alex Cioni.

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